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sabato, 05 luglio 2008

Brutt'aria

Coloro con cui ho più feeling in assoluto sono i tre-enni, per questo saltuariamente vaglio l'ipotesi di farmi maestra. L'esperienza dello scorso anno con i bambini del 2003, quella permanenza alla scuola materna finalizzata alla preparazione della tesi, mi ha dato conferma del mio debole per loro. Quasi non faticavo a svegliarmi, prima delle otto, tanto ero motivata a raggiungere quel branco di pargoli assortiti che mi saltavano al collo e mi lasciavano puntualmente a bocca aperta, a ridere e stupirmi.
              
Non sottovaluto quanto possa risultare impegnativo un lavoro di questo genere, che quantità di pazienza richieda, eppure, quando si tratta di loro, mi immagino competente, determinata ed efficace anche di fronte alle difficoltà.
 
Quando per esempio un cucciolo verrà piangendo al mio cospetto, stravolto dalla rabbia per via dei dispetti subiti, io saprò consolarlo e lui si tranquillizzerà.
 
Quando un'altra correrà tra le mie braccia, reduce da un drammatico litigio avvenuto per una sciocchezza, il mio comportamento sarà giusto e inflessibile. Capiranno.
 
Quando verranno ad elemosinare un complimento per il lavoro svolto io saprò rispondere adeguatamente alla loro richiesta, per accrescere e rinforzare la loro autostima.
 
Quando saranno svogliati e non collaboreranno coi compagni, si abbandoneranno alla pigrizia senza fare la loro parte, io saprò richiamarli all'ordine e far sì che capiscano l'importanza del gioco di squadra.
 
Quando non useranno toni adeguati nel chiedersi cortesie e favori io insegnerò loro l'educazione, il "per favore" e pure il "grazie".
 
Quando si ergeranno al ruolo di capo e approfitteranno in malo modo del loro potere, quando sperimenteranno prepotenza e arroganza, allora li sgriderò, con gli occhi cattivissimi.
   
Quando, dopo essersi presi un impegno, non si sentiranno più in grado di affrontarlo e si attaccheranno a mille scuse pur di declinare, io cercherò di convincerli dell'importanza di mantenere un patto, o una promessa.
 
Quando smuinuiranno il lavoro degli altri, farò loro capire che ognuno ha un suo ruolo ed è più o meno portato per determinate attività, ciò che conta è che dia il meglio di sè e ci metta tanta buona volontà.
              
Se dovessi intraprendere questa carriera ne farei una questione di principio, la considererei la mia missione, e, appassionata, approfitterei di quelle menti genuine e duttili, di quel materiale trattabile, di quella sconfinata capacità di apprendere e di arricchirsi. 
       
E' un peccato che io non dimostri lo stesso entusiasmo quando le medesime problematiche si ripropongono con adulti grandi e grossi e vaccinati, altrimenti st'estate sarebbe uno spasso.
postato da: adelantegiu alle ore 15:30 | link | commenti
categorie: cronache dal grandhotel, staff del grandhotel
lunedì, 02 luglio 2007

è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare

La baristabambina, dopo lo stage, non è stata assunta. Oggi Mr. Grandhotel ha coraggiosamente spiegato al padre della fanciulla che purtroppo la piccola non fa proprio il caso nostro.
 
La baristabambina era insopportabile e in molti hanno minacciato "o lei, oppure io". Ghignomalefico (di anni 40) ha gratuitamente aggiunto che quella è una razza da sterminare.
 
La baristabambina ha sedici anni e ne ha vissuti la metà in Albania, dov'è nata. La mammadellabaristabambina è morta di parto.
La baristabambina non fa in tempo a conoscere una persona che le sputa addosso tutte le sue disavventure e piange. Non ha nessuna intenzione di comportarsi da adulta, lei vuole rimanere piccola e vuole essere trattata come tale. La baristabambina si comporta come i nanetti di cinque anni che attaccano con le loro mille domande buffe e con tutti quei perchè. Lei lo fa ininterrottamente, però.
 
La baristabambina ci salutava a tutti circa venti volte in un giorno e le restanti quindici in cui inevitabilmente ci incrociavamo, lavorando nello stesso grandhotel, si smascellava in sorrisi esagerati. Ho sentito almeno tre persone dirle, esasperate, che due "buongiorno" al giorno erano più che sufficienti.
 
La baristabambina al bar faceva dei numeri che poi, a parlarne tra noi altre di notte in piscina, ci impedivano di far silenzio. Qualche risata sguaiata era incontenibile, nonostante il rischio di infrangere il sonno dei clienti con la stanza sull'acqua.
 
Oggi mi dispiace. Sono triste per la sconfitta della barista bambina. Perchè fino a qualche settimana fa, quando mi raccontava che i suoi compagni di classe non fanno altro che prenderla in giro, m'incazzavo pesantemente e me la prendevo col genere umano. Volevo adottare la sua causa e cambiare le sorti della sua vita partita male.
 
Ma ieri la barista bambina mi ha detto una grossa bugia, e un'altra me l'ha detta il giorno prima. Bugie assurde, immotivate.
 
Poi quella ragazzetta era da monitorare costantemente, al bar, per evitare che facesse pagare un'aranciata amara come un montenegro: "perchè gli amari costan 2,50".
 
La baristabambina è strana. Ma parecchio strana. E sicuramente era più d'impaccio che d'aiuto. Ma resta il fatto che la gestione del personale è una materia a me poco affine, e che io, quel coraggio, avrei avuto difficoltà nel trovarlo.
postato da: adelantegiu alle ore 00:37 | link | commenti
categorie: cronache dal grandhotel, staff del grandhotel
martedì, 19 giugno 2007

gestione risorse umane

Quest'anno, al grandhotel, ci sono tanti dipendenti provenienti da diverse parti del mondo e questa cosa, a priori, mi piace parecchio. mi piace sentire con quali ragioni il peruviano mi sconsiglia vivamente di partir per l'argentina, mi piace ascoltare la baristaocchiacqua tessere le lodi di napoli, un pò controcorrente. mi esalta quando la baristasinistroide mi racconta la sua storia, che è tanto diversa dalla mia (essendo lei l'ultima di sei figli cresciuti a maschilismo e religione in un paesino del profondo sud), eppure l'ha portata a trarne le mie stesse conclusioni. 
è interessante quel che narra il camerieregiovane sulla sua missione a sarajevo ed è curioso, ai miei occhi, l'entusiasmo con cui parla della sua esperienza nell'esercito. 
tranne quando sono piacevolmente e palesemente immersa nella lettura, non mi dispiace neanche rispondere alle mille domande della baristabambina, e soprattutto mi diverte prenderla in giro per tutti i suoi "scusa" e per come sbuca all'improvviso da dietro la macchina del caffè e, con la sua voce stridula, sorprende i clienti con un "buonasera" che suona più minaccioso che cordiale.
 
Però, sfortunatamente, non tutto fila come io vorrei. si tratta di un grande gruppo allestito in maniera casuale e frettolosa, quindi, spesso, tra la ventina di soggetti in questione, c'è tutt'altro che complicità, collaborazione, affiatamento, fiducia, armonia.
 
Al grandhotel si sparla parecchio e tra un commento e l'altro ci son troppe persone che riconducono ogni errore o imprecisione o reazione o battuta alla provenienza territoriale, con tanta cattiveria. è un continuo sorbirsi banalità come "per forza, è rumena", "ah, ma d'altronde è albanese" "cosa vuoi sperare, è terrone" e alcuni, con sguardo malizioso e sorriso perfido, cercano da me complicità nel momento in cui bisbigliano "eh ma quella è la peggior razza".
 
Al grandhotel c'è gente che, non paga di vitto e alloggio, furtivamente dalla dispensa fa scorta di frutta, bottiglie, saponette, carta igienica, detersivo, biscottini e quant'altro, come se fosse un grande supermercato "libero". la cosa mi infastidisce, a maggior ragione perchè il mio nonno, ci posso giurare, non l'ha costruito rubando (cit.).
 
Al grand hotel sono scomparsi venti euri ad una ragazzetta che fa le camere, quella pienotta e sempre sorridente, e in un attimo ha preso il via un giro di scommesse clandestine su chi possa essere il ladruncolo, si son schierate le fazioni e tutto è pronto per la guerra.
 
Ma queste son piccolezze. il problema indubbiamente di maggior rilevanza è che al grandhotel, secondo alcuni, io ho del potere da esercitare. 
così qualche giorno fa mi è scappato, in maniera autoironica e goffamente autoritaria, di dire "ehi ma qui si fa bisboccia invece di lavorare?".
tenessi chiusa quella boccaccia. il mio commento ha suscitato un'inaspettata ilarità ed ora, quando simulo serietà e invito Occhiacqua a portarmi rispetto se vuole evitare un licenziamento via SMS, lei divertita risponde "mi scusi davvero. devo ammettere, signorina Bisboccia, che come sempre ha ragione lei". proprio una brutta razza, quella della signorina Tesmed, però che ridere quest'anno al bar.
postato da: adelantegiu alle ore 16:49 | link | commenti (2)
categorie: cronache dal grandhotel, staff del grandhotel
martedì, 12 giugno 2007

fortuita coincidenza

prima di decidere con quale cd allietare la clientela del grandhotel, mi capita, quando sono ben disposta, di consultarmi con chi con me deve lavorare al bar.
non sono molto flessibile ma provo a scendere, nei limiti del possibile, a ragionevoli compromessi.

la nuova barista dagli occhi verdeacqua ha gusti totalmente opposti ai miei, in tutto: lei non degna un uomo di uno sguardo se non è fighetto e muscoloso, "come quelli della pubblicità della tesmed, per intenderci". subisce il fascino della divisa e il "figliodeifiori" (categoria che comprende i soggetti più svariati, dal rasta al sessantottino) lo tiene a debita distanza, un pò schifata.
la cosa ci diverte molto, ma va da sè che, musicalmente parlando, non ci possiamo scatenare insieme.

stasera per la prima volta ero di turno con la nuova barista dagli occhi grandi e scuri, perciò, giunto il momento di metter su qualcosa, le faccio "e te, invece, come sei messa a musica?"
vaga risponde: "uhm... mi piace liga ad esempio...."
"uhm. e poi?"
esitante e imbarazzata, mi fa: "ecco, è che mi piace la musica un pò... come dire... sinistroide...".
rassicurata dalla scintilla accesasi all'istante nei miei occhi, aggiunge: "che so, Guccini...quei cantautori lì..."
dopo tre secondi "scirocco" risuonava nella hall del grandhotel e contemporaneamente, con un sorriso a 32 denti, io conversavo di musica e canzoni con la mia nuova e simpatica amica.
postato da: adelantegiu alle ore 23:55 | link | commenti
categorie: cronache dal grandhotel, staff del grandhotel