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mercoledì, 21 giugno 2006

sgoccioli

effettivamente non era un gran bel sonno, e lo dice il fatto che sia bastato un messaggio per interromperlo. evidentemente cinque tazzine di caffè e un paio di redbull (necessarie e sufficienti per strizzare da questa giornata tutte le energie possibili) possono portare questo genere di conseguenze, possono minacciare i miei sonni infrangibili. e va beh, insomma, in pigiama e con gli occhi piccoli sono andata in sala a mangiare una fetta di cocomero con un cucchiaino di plastica, anche perchè c'è quella pressione sana per cui non è tollerabile rimanere nel letto senza una ragione, arrivati a questo punto. non si può, se il muro sottile lascia passare un paio di voci attutite dall'ora. non si può, se poi tra qualche giorno il muro sarà più spesso e la realtà dall'altra parte un'altra. semplicemente un'altra.
così nel sonno veglia e nel delirio a cui ci stanno portando queste straordinarie ore di studio, abbiamo riso tanto che bisognava ci appoggiassimo al muro. di nuovo è carica ogni sciocchezza, nello stesso modo in cui quando sono arrivata mi bastava soffermarmi sul casino di questa mia piccola e impolverata stanza per sorridere compiaciuta. certo, "nello stesso modo" è relativo, ma in comune c'è lo stesso desiderio di non lasciarsi scappare niente. lo stesso guardarsi intorno con gli occhi attenti, scattando foto da salvare in memoria. ora afferro le braccia di chi sta per andare via, voglio sorrisi da mettermi in borsa. dormire è arduo quasi quanto studiare: c'è una parentesi di dieci mesi da chiudere, e non è questione di esami, moduli, professori da inseguire, pacchetti postali e un regalo di compleanno importante. sembra quasi di dover dare un senso all'esperienza, di dover organizzare un pò i ricordi come un album di foto, per poi sfogliarlo ed avere una visione integra e ordinata della cosa. che poi eventualmente si potrebbe parlare al massimo di un collage, per il momento.
beh, si. ogni tanto mi tormentano le scelte non fatte, i passanti lasciati passare. i "forse avrei dovuto", "sarebbe stato meglio". sono lontana dal guardare con affetto la Giulia dalla testa sotto al cuscino. ogni tanto. ogni tanto no. oggi no. ora no. saranno state le risate ed il cocomero col cucchiaino di plastica.
postato da: adelantegiu alle ore 04:31 | link | commenti (3)
categorie: spagna
sabato, 10 giugno 2006

stasera non avevo dubbi. la certezza mi ha colto all'improvviso in maniera evidente, mi ha colto quando facendo finta di scherzare ho chiesto all'Elli di non vivere con una italiana, il prossimo anno. e poi loro che ridendo mi hanno detto "è troppo presto", invece io lo aspettavo questo momento, di liberarmi da filtri e ragionamenti. che era tutto così spontaneo e chiaro, che sarei stata lì a farmi abbracciare ancora mezza giornata.
postato da: adelantegiu alle ore 02:31 | link | commenti
categorie: spagna
giovedì, 08 giugno 2006

paul, john, ringo e george

quattro scarafaggi stasera, due in bagno e due in cucina. dei due in bagno uno appena sopra allo stipite della porta, roba che mi sono sentita incastrata dentro, senza via di scampo. l'altro fra le pieghe della tenda della doccia. che io poi non la vivo più tranquillamente. entro nelle suddette stanze nervosa, coi muscoli tesi, gli occhi sbarrati e il radar attivato. e, a qualunque attività mi stia dedicando, il radar rimane in funzione, e così scorgo ogni minimo spostamento di luce, davanti, di fianco e dietro a me. angosciante.
ma un ulteriore problema che non posso ignorare è che ho scoperto che le messicane dell'appartamento sotto, una notte di qualche mese fa, rientrando da non so dove, si sono trovate di fronte qualcosa come una sessantina di quei piccoli mostri marroni. ovviamente sono fuggite a dormire altrove e nel giro di poco è intervenuta la disinfestazione. ma io come posso stare serena con un'immagine del genere impressa nella memoria?

ah ma io non sono mica una sprovveduta. ne ho lasciato in vita uno dei quattro, gli ho detto "tu sopravviverai, perchè devi portare un messaggio ai tuoi...

Per una ventina di giorni non fatevi vedere, o non risparmierò nessuno. poi invece dai primi di luglio la casa è vostra, con tanti cordiali saluti all'amichevole dueña.
e adesso scappa, prima che cambi idea."

postato da: adelantegiu alle ore 03:03 | link | commenti (1)
categorie: spagna
martedì, 06 giugno 2006

viva l'Italia

i crucchi hanno delle carenze, che per quelle non si può mica studiare. una crucca pensa sia accettabile, alle 9.00 della mattina, solo perchè lei è reduce da quelle tre-quattro ore di palliativo studio mattutino, attaccarsi al campanello della sua amica crucca finchè qualcuno non le dice, con una voce che non lascia spazio all'immaginazione, "no està en casa. nonc'èporcadiquell########". che io non sopporto chi si attacca al campanello di prima mattina.
"vale,gracias".
che è questo il problema più grosso.
non dice "entshuldigung, ich bin eine ---" e una serie di invettive contro sè stessa, non escogita una missione del tipo "briosche e cappuccino per redenzione" (nè una meno fantascientifica "napolitana y cafe con leche") e per realizzare un mio desiderio e ottenere il perdono sfreccia sulla sua superbici come una supercrucca stremata dai sensi di colpa. no.
nemmeno un "perdona", "scusa", "sorry".

vale, gracias.
serenamente, così.

buongiorno, crucca.

postato da: adelantegiu alle ore 10:06 | link | commenti (1)
categorie: spagna
lunedì, 05 giugno 2006

PSBSLC confermato

ho
voglia
di
tornare
a
casa

qui lo dico e qui lo nego. oppure basterebbe specificare che ho una fottutissima paura di sentirmi soffocare e voler scappare, via.

postato da: adelantegiu alle ore 04:08 | link | commenti
categorie: spagna
domenica, 14 maggio 2006

ho paura di quando scenderò dall'aereo la prossima volta. più esattamente ho paura di quello che mi aspetterà dopo i primi giorni di ambientamento e di abbracci affettuosi. ci sto pensando tanto, quando di dieci mesi ne sono passati nove la sensazione è un pò quella di quando di dieci giorni di vacanza si è giunti all'ultimo. 
un bel giorno di qualche tempo fa ho pensato fosse giunta l'ora dello scatto finale verso la meta e in quell'occasione un esercito di aspettative e di fantasie mi ha violentato perchè le avevo create numerose e poi sono rimasti sogni. eh beh, è risaputo che la realtà spesso mette in difficoltà i grandi sognatori, li fa sentire stretti. e nel mio caso non all'altezza di quello che avevo per me immaginato.
non ho fatto in tempo a sentirmi male di fronte a quest'impressione di avere giocato male delle gran belle carte, che ho rilevato un problema forse ancora più ingombrante: è da un anno che tutto gira intorno a questa esperienza che pensavo mi avrebbe cambiato la vita. precisamente è da quando ho deciso di fare domanda, e, in maniera ancora più evidente, dalla mattina in cui ho firmato per confermare che sì, sarei partita. una mattina assolatissima, calda, di cui ricordo una splendida via Zamboni e poi un lungo corridoio della più antica università d'Europa, un corridoio poco luminoso ma imponente e affascinante, in cui mi pare di ricordare l'eco del rumore dei passi di una qualche donna che stacchettava, ma non ci giurerei.
da quella mattina ogni giorno ne ho parlato con qualcuno: con un paio di persone fino a sfinirle, con altre invece di sfuggita, come con qualche cliente, quando al bar si prendeva un caffè e mi domandava cosa studiassi e dove, oppure mi chiedeva quando sarei andata in vacanza. beh, io l'Erasmus lo tiravo fuori sempre. mi ricordo di alcune chiacchierate con signore di una certa età, io intenta a spiegare come funzionasse un programma del genere, in cosa consistesse un anno di studio all'estero. ogni lettera che ho scritto la scorsa estate non lasciava spazio all'immaginazione, era palese che vedevo l'Erasmus come una svolta e che stavo vivendo in funzione di quello.
e a Erasmus finito, cosa ho intenzione di mettere al centro di tutto?
mi è chiaro che la domanda sia sbagliata. ma io ho bisogno di tornare alla vita di prima con qualcosa di nuovo, stimoli, obiettivi, fonti di energia. dopo un anno come questo mi risulta arduo immaginare di fermarmi. di rimmeggermi nella stessa piscina, dove il giro è sempre lo stesso, i problemi non risolti continuano a tornare a galla e la quotidianeità in un attimo diventa noiosa e slavata. quella quotidianeità che quest'anno ho conosciuto in maniera diversa, in circostanze diverse, che ho saputo apprezzare come non avevo mai fatto prima, una quotidianeità intensa e desiderata.

poi un libro o una chiacchierata o qualche momento di lucidità e un accenno di ottimismo mi hanno aiutato ad affrontare questi pensieri con una maggiore serenità. in realtà sono ancora molto confusa, però in certe occasioni arrivo perfino a pensare che non sia stato affatto male, ricordo con un sorriso momenti divertentissimi di questi ultimi mesi e guardo questa Giulia e la vedo un pò cambiata.
c'è stata una chiacchierata in particolare, una di quelle chiacchierate per cui vale la pena continuare a sorbirsi delle litigate assurde, che mi ha dato nuovi spunti. era sull'accettarsi, sul rispettare e comprendere le proprie esigenze, necessità e tempi. mi è stato proposto un nuovo modo di vedere i miei "bassi" lasciando perdere una volta tanto tutto quello che di solito ci costruisco intorno, tentare di sconfiggerli semplicemente con una canzone, un caffè, o una pulitina alla cucina. chissà che da quella splendida notte passata a filosofeggiare non riesca a estrarre qualcosa di utile davvero. beh, e per quanto riguarda luglio mi è chiaro lo stato d'animo con cui devo presentarmi alla porta di casa, spero di aprire una valigia un pò più piena, per il resto un sorriso e decisione. senza farsi prendere dallo sconforto alla prima litigata con il babbo o alla prima serata tra amiche in cui l'aria un'altra volta si taglia col coltello.

questa settimana è stata davvero piacevole, tanta confusione, tante indigestioni, poleomenta prima di andare a letto, ottima compagnia, belle foto e rumorose risate. forse dovrei pensare ad un diario più preciso, in cui segnare i fatti e gli stati d'animo, perchè poi quando mi affido alla memoria lei non si sa imporre. così ci sono e ci saranno giornate in cui il fatto di non essermi per nulla innamorata, i silenzi in casa, l'inconvincente forma fisica e le giornate sotto le coperte senza il coraggio di affacciarsi fuori, mi porteranno a pensare ad un'avventura un pò sprecata. perciò in quei casi mi farebbe comodo ricordarmi invece delle risate da stare male, i viaggi nella mia bella Granada, tutte le persone che mi sono venute a trovare, i passanti e le passanti, quelli che ci siamo incrociati appena per passare insieme qualche ora o qualche giorno e poi perdersi, e quelle persone invece che ho conosciuto un pò meglio, giorno per giorno. Toffee che ho preso a braccetto la prima sera e Rosa che mi ci sono voluti un paio di mesi per raggiungere un minimo di confidenza. La mia crucchetta con quella spensieratezza che a volte amo e a volte mi infastidisce, il suo stupendo sorriso da bambina, quell'infinità di ricci biondi profumati e quegli occhi furbetti che si fanno lucidi quando meno te l'aspetti. Buio e il suo cambiamento radicale che ci voleva proprio, e Carmy che, tra le altre cose, mi ha iniziato al Grande Lebowsky. Carmy che mi ha fatto ridere più di tutti, e anche incazzare, più di tutti.

detto questo mi devo solo ricordare che realmente manca più di un mese alla fine di questa esperienza. e un mese, quando non è l'ultimo di dieci, è un casino di tempo. così, dopo essermi temporaneamente riappacificata con il passato ed il futuro, è il caso di dare un occhio al presente. necessito di un pò di voglia di studiare, di grinta, ottimismo e un pò di spensieratezza. quella bisogna che la chieda all'Elli, e che, invece di invidiargliela, standole accanto mi faccia contagiare.

postato da: adelantegiu alle ore 06:26 | link | commenti (3)
categorie: spagna
domenica, 30 aprile 2006

per tenere cinque ospiti per una settimana in un appartamento da tre con un bagno (un misero, stretto e insulso bagno) bisogna avere una serenità e una pazienza che io non ho. per carità, contentissima che ci siano amici che mi sono venuti a trovare, ma poi mi innervosisco nel dover fare l'investigatrice quando il mio libro di Neruda che avevo disgraziatamente dimenticato un attimo sul portacartaigienica lo recupero alla pipì successiva con un'ampia parte visibilmente fradicia. allora io mi chiedo, ma cazzo, se il colpevole ammettesse il misfatto e mi spiegasse la dinamica e mi chiedesse scusa e magari precisasse da cosa era composto esattamente il liquido in cui è caduto il libro quando è finito nel water, beh, allora potrei dargli un'infamata e prenderla sul ridere nonostante quel libro l'avessi comprato alla feltrinelli a bologna il giorno in cui ho firmato per l'accettazione della borsa erasmus (il libro in spagnolo come simbolo dell'inizio di questa mia avventura, un classico). eppure, anche presi tutti insieme, alla richiesta relativamente tranquilla "mi chiedevo chi fosse stato" nessuno ne sa niente. "i bastardi fanno l'ostruzionismo". e il mio femminismo s'impenna....
postato da: adelantegiu alle ore 03:23 | link | commenti (1)
categorie: spagna