Nel terrazzo della stanza numero 4 del grandhotel da qualche giorno transitano delle formiche. Quelle piccole, immortali, intolleranti alla solitudine. Quelle che in estate si materializzano all'improvviso in ogni dove e sopravvivono anche ai più atroci colpi di spugna. Le formiche, si sa, sono creature lavoratrici, un pò spilorce, previdenti e con tanto spirito di sacrificio. Le formiche si danno da fare notte e giorno, non si perdono in chiacchiere, sono orientate decisamente al futuro. Le formiche guardano ai soldi, mettono da parte e non buttano via niente.
Altrettanto materialista, ma meno onesta di loro, è stata una signora che, dopo averci fatto patire le pene dell'inferno per due settimane con richieste impensabili e critiche infondate, a conclusione della vacanza si è avviata verso la reception per saldare parte del conto. Solo una parte: terribilmente infastidita da quelle creaturine che "le hanno rovinato le ferie", ha ritenuto di farsi uno sconticino di € 800, pagando due terzi del corrispettivo. La piazzata che l'ha vista protagonista prevedeva termini come formiche, pericolo, intervento, veleno, bambine piccole. E poi ancora problemi, segnalazione, igiene e ufficiodelturismo.
Il momento in cui davvero si è inalberata è stato quando le è parso che io ridessi sotto i baffi, e allora lì non ci ha visto più, perchè, sia chiaro, non si scherza con le formiche.
Chissà quelle, se avessero saputo di valere un centinaio d'euro l'una come l'avrebbero presa.
Chissà come si sarebbero atteggiate, chissà se si sarebbero concesse o meno mezza giornata di relax, magari le avremmo viste sotto il sole a pancia in su. Chissà se avrebbero sculettato sulle zampine posteriori, chissà come avrebbero investito quel capitale, chissà se con la cicala che bussa alla porta sarebbero state un pò meno impietose.
Chissà se, divertite, hanno assistito alla discussione che inconsapevolmente hanno scatenato, chissà se da un angolino hanno osservato quei quattro giganti, tanto enormi quanto sciocchi, urlarsi addosso per colpa loro.