"Come in sogno
la macchina scivola via
la bocca che sa di fumo, di vino
di baci venuti e di nostalgia
con l'occhio socchiuso mi sembra che
la pianura s'e' vestita
di luci gialle nella foschia"
non sarà per sempre. tante cose che non sono per sempre hanno comunque un esito più rassicurante di questo. e così non riesco a godermi questa giornata di sole semplicemente rinnovando insieme alla Maru le risate di ieri sera, perchè poi mi appare come sarebbe se fosse impregnata di malinconia, un giorno, accompagnata dalla consapevolezza che si trattava di passato. un "ti ricordi quando" che credo che mi sentirei fuori tempo massimo.
io di loro sono innamorata. e pensare che la priorità che ho dato loro saltuariamente mi ha perfino fatto sentire in colpa. ma quando si è innamorati non lo si fa per avere in cambio qualcosa, anzi quei loro sentimenti quasi mai manifestati, quella loro apparente indifferenza e il non essere altrettanto indispensabile mi ha sempre fatto un pò patire (e assumere svariati atteggiamenti dettati dall'orgoglio) ma contemporaneamente mi teneva a maggior ragione lì, a godermi un complimento o un invito inaspettato, proprio come fossi cotta. è che io sto bene con loro, vorrei starci sempre, tutto il tempo, anche adesso vorrei essere con loro: vorrei svegliarmi la mattina in mezzo a loro e fare colazione insieme.
prima di tutto perchè nessuno mai mi ha fatto divertire così tanto: le mie risate più grasse, quelle che mi fanno male le palline e gli addominali, sono state con loro.
ma non li ho mai idealizzati, sono perfettamente consapevole dei loro grossissimi difetti, mi ci scontro continuamente, ma non mi frenano, piuttosto spesso mi affascinano. anche quando vanno nella direzione opposta alla mia, anche quando portano avanti ragioni sciocche e da mani nei capelli, anche quando sospetto che in fondo loro nemmeno mi capiscano, si fermino prima.
ovvio che ho detto "basta", avverto e ho avvertito il bisogno di novità, mi sono offesa fino alle lacrime, ne ha risentito la mia autostima e troppo spesso mi sono sentita sminuita in un ruolo che da anni mi danno e che mi limita e mi infastidisce. ma poi non riuscivo a non tornare sui miei passi. anche se quel ruolo lì mi ha fatto arrabbiare anche ieri sera.
ma poi mi piace osservarli, vado pazza per la loro complicità, quella loro concezione di amicizia che tanto ci fa discutere ma che mi capita di invidiare. mi piace vederne due in un angolo, mi piace scivolare di conversazione in conversazione con l'illusione ogni volta di conoscerli un pochino di più. mi piace studiarli, ne parlerei sempre, adoro quando mi fanno sentire importante. vorrei piacere loro come loro piacciono a me: come un qualcosa di un pò diverso, come una di quelle storie che dici "chissà perchè stanno insieme". anche se non siamo poi così diversi. mi dà soddisfazione, a volte, sentirmi "di loro", condividere ricordi, momenti, tormentoni, storie buffe. forse è la loro schiettezza, la loro sincerità, quella loro carenza di filtri.
mi ricordo che in passato, con un'altra persona, ci chiedevamo se avessimo un posticino riservato, lì. e in chi. beh, gli anni passano ma a volte me lo chiedo ancora. perchè loro ne hanno occupati tanti, che quasi a volte non c'è posto per altri, che i nuovi se la devono vedere con loro. ed è assurdo, ma è inevitabile che l'amicizia con il tempo assuma diverse forme in un contesto del genere. e allora ci troviamo ad una mangiata in cui vengono tirati in ballo tanti sentimenti, e c'è un incrociarsi di sguardi da sentirsi un pò in un film. e vorrei prenderne qualcuno da parte ma è vietato, queste cose non si fanno, e quando si fanno è perchè è speciale, e il tutto si completa, seppur con spiegazioni sempre instabili. ma piuttosto una battuta.
perchè sono stronzi, immaturi, irresponsabili, prevedibili e mediocri, ma li ho visti cambiare e sono così fiera di ogni loro piccola conquista personale, sono così entusiasta dei loro passi avanti e sono contenta di avere fatto questo percorso insieme, anche se forse loro non si interrogano allo stesso modo sui miei, di cambiamenti.
poi succede che li trovo nella musica che ascolto, nei miei film preferiti, sono loro quelli che incontrerò a fare la spesa, da grande, e sarà un casino.
è con loro che parlo tanto di futuro, ma sempre in quelle forme che sembrano fatte apposta per non lasciare traccia, quando in realtà sono proprio dei solchi, che lasciano. è tra una birra e un montenegro che parliamo di due-tre-quattro figli, dei progetti di vita, deridiamo tra le righe i nostri sogni. però ovviamente concludendo con la cucina all'ikea, per stare sul sicuro. ma a volte è inevitabile torturare l'allegria, e ieri sera, negli occhi di quello che oggi compie un anno meno di trenta, stando attenti qualcosa ci si leggeva.
perchè io i loro occhi li ho ben presenti tutti, e son tutti occhi che bisogna starci attenti.