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sabato, 24 ottobre 2009

Corrono

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postato da: adelantegiu alle ore 16:39 | link | commenti (2)
categorie: fotografie, marocco, cronache di viaggio
mercoledì, 30 settembre 2009

Ci siamo

Tempo fa mi sono persa, al volante di una macchina noleggiata, nel centro di Barcellona di sabato sera.
Ho mangiato un hamburger avvolto in della carta, nella luce soffusa di un pub di Dakar, senza avere la più pallida idea di cosa fosse contenuto al suo interno.
Sono partita per Cuba con la mia baristamica, due anni fa, senza prenotare niente, se non un albergaccio in cui dormire la prima notte.
 
Questa volta invece ho pensato a tutto. Ho perfino stipulato un'assicurazione sanitaria e ne ho letti tutti i termini e le condizioni. So a memoria cosa devo fare dovessi svegliarmi vaneggiando con la febbre alta nel bel mezzo di una notte nel deserto.
La bustina dei medicinali era gonfia e pronta prima ancora di tutto il resto.
Solo una notte, il 7 ottobre, ancora non so dove dormirò.
Alterno euforia ad un'ansia incontrollabile e smodata. Sono diventata previdente, prudente, saggia.
Evitavo di dare per certa la mia partenza, fino a poche ore fa, perchè ai progetti a lungo termine preferisco non aggrapparmici.

Probabilmente è proprio quando sto bene, quando mi sembra di saper quello che voglio, quando mi concedo di fantasticare ad occhi aperti, quando ho un viaggio alle porte che sogno da tempo, è quando sono certa di quel nome che mi piace, è quando guardo chi ho intorno e sorrido orgogliosa, è quando i rapporti con la mia famiglia sono sereni e distesi, è quando acquisto consapevolezza della mia fortuna e in un attimo di tregua abbraccio la mia bambina, è quando all'improvviso vorrei che il tempo si fermasse, che ho maledettamente paura di questa inquietante ruota che gira.

E' in queste occasioni che ogni tanto mi blocco, mi immobilizzo e mi assale un gran nodo alla gola che stringe e stringe finchè non svolto pensiero. E' nel bel mezzo dei pensieri sorridenti che una paura mi tronca le gambe o mi schiaffeggia sul volto. E' in questo periodo che la mia ipocondria si prende gioco di me ed ogni mattina, con l'aiuto di internet, pronostico per me una fine diversa.

Credo insomma che la mia ansia (per la salute e per tutto il resto) aumenti proporzionalmente al mio benessere. Quando le cose vanno male, pare che s'abbia meno da perdere.

Domani C. ed io partiamo per venti giorni di Marocco. E nonostante il rimescolio di sentimenti e sensazioni e preoccupazioni e raccomandazioni e manifestazioni somatiche a random, là in fondo in un angolino devo essere proprio felice, anche se non salta all'occhio.

Anche perchè domani sera, da un ristorantino con vista su piazza djemaa el-Fna, con davanti un bel piatto di cous cous, brinderemo insieme al mio venticinquesimo compleanno.
postato da: adelantegiu alle ore 02:45 | link | commenti (2)
categorie: ricorrenze, marocco, attualità, cronache di viaggio
mercoledì, 20 maggio 2009

Immagini rubate in una piazza

piazza4piazza del campopdelcampo
postato da: adelantegiu alle ore 13:07 | link | commenti (9)
categorie: fotografie, cronache di viaggio
lunedì, 23 marzo 2009

Quel giorno a Inishmore

Rimanevo sempre indietro, in bicicletta alle Aran. E mi bruciavano i muscoli nelle salite, così presto mi sono arresa, e ho cominciato a farle a piedi, con la bici a fianco, come le vecchiette ad attraversare gli incroci. Scendevo, afferravo il manubrio e camminavo, e raggiungevo gli altri che mi stavano aspettando. Che giù dalla bici si fotografava anche meglio.
 
Ero imbacuccata nonostante il sole e dovevano vedersi solo le guance rosse e l'espressione affaticata. Si vede che non sono abituata, è inutile. Sono pigra, lenta, affannata. Ma tutto intorno era bellissimo e valeva la pena di andare a quel passo. Intorno muretti a secco, prati verdi sconfinati, tratti di spiaggia deserta, l'oceano, cavalli, pecore e mucche paciose.

Respiravamo a pieni polmoni, e ogni poco ci fermavamo a sbucciare un frutto, ad accarezzare un animale, a rimirare i paesaggi intorno, a dare due calci ad una pallina da tennis, e a fantasticare a voce alta sulla vita che ci si potrebbe condurre, su quelle piccole isole selvagge.

Poi le abbiamo parcheggiate, le bici, senza chiuderle, che tanto "here nobody steals nothing. We're not in Italy", e ci siamo incamminati per una salita, su in alto fino alle scogliere. A picco le scogliere, e ancora foto, e ancora sole.

A tornare ci siamo divisi, noi abbiamo preso il sentiero che costeggiava il mare, il sole stava tramontando e tutto intorno sembrava brillare.

In ostello, la sera, c'era un barbecue. Qualcuno ha messo un piatto con un hamburger in mano a Luigi, così abbiamo intuito di poterne approfittare anche noi. Ci siamo sistemati a tavola. Il proprietario dell'ostello si curava che tutti avessero qualcosa da mangiare, offriva lui. I ragazzi intorno si abbuffavano, bevevano e chiacchieravano. Noi, con le guance cotte dal vento e tutto il resto dalla lunga passeggiata, parlavamo poco e ci guardavamo intorno, soddisfatti di quella giornata che volgeva al termine.

Poi all'improvviso ho avuto paura, di una maglia arancione, per esempio, o di chiunque altro potesse rovinarmi quella pace.

Ma ci si è riso su, e quando più tardi son salita su in alto, nel letto a castello, ero esausta e felice.

Per fortuna, alla fine, quel giorno a Inishmore nessuno è riuscito a rovinarmi niente, nemmeno io.
postato da: adelantegiu alle ore 02:39 | link | commenti (8)
categorie: irlanda, cronache di viaggio
martedì, 02 dicembre 2008

Lisbona, di passaggio

lisbona
postato da: adelantegiu alle ore 02:06 | link | commenti (1)
categorie: fotografie, portogallo, cronache di viaggio
sabato, 08 novembre 2008

Margherita detta Rita

Con un pezzo di famiglia a Coimbra, uno a Castelo Branco ed il rimanente in Spagna, lei una volta a settimana esce per cena, inderogabilmente, con la sua ex-matrigna.
 
Ha lo sguardo scrutatore ed i vestiti colorati, una famiglia di giramondo poliglotti ed un vecchio appartamento nel centro di Lisbona, sopra uno dei tanti Buondi.
   
Quando anni fa, al secondo nostro incontro, le chiesi se aveva fratelli, lei rimase un pò in silenzio senza spostare lo sguardo nè emettere un "mmmm", allora le rifeci la domanda, per poi capire che, prima di rispondere, è solita pensare, muta, proprio come se non avesse sentito.
 
Il tempo libero lo riempie fino all'orlo, cammina a passo svelto e cambia voce quando cambia lingua. Spadella a inizio mese e prepara litri di zuppa che poi caccia in frigo e se ne nutre per settimane. Ha individuato quale dei sette peccati deve scontare, ed è determinata nel combatterlo: nella sua lotta con la pigrizia, di cui si ritiene schiava, non c'è gara, dopo il corso di catalano per diletto, a mio parere, si è liberata per sempre dalle catene.
    
E' introspettiva e complessa e desiderosa di capire, domanda, indaga ed osserva attentamente da dietro a quei fondi di bottiglia, ai quali ha saputo trovare una serie di lati positivi: come se ci stesse spiegando qualcosa di assolutamente banale, ci ha chiarito che il gesto di sistemarsi gli occhiali sul naso le permette sia di ripararsi dagli sputacchi altrui, che di coprire le risatine inadeguate con il palmo della mano.
 
E' pratica, diretta ed esplicita, spontaneamente originale, non perde l'ordine delle sue priorità e sa essere dolce ma in modo un pò brusco.
       
E' stata una piacevolissima compagnia nella capitale portoghese, dove abbiamo trovato rifugio nel suo accogliente appartamentino e dove, su un materasso gonfiabile, riparati da un piumino a quadri blu e da una finestra chiusa a scotch, abbiamo dormito senza dubbio le nostre migliori notti portoghesi.
postato da: adelantegiu alle ore 00:40 | link | commenti (4)
categorie: portogallo, cronache di viaggio
domenica, 08 giugno 2008

Immagini smarrite

C'era un bambino con una cartaccia in mano ed il braccio teso verso uno spazzino, il quale fissava il pavimento e la sua scopa con la testa troppo tra le nuvole per accorgersi di quel cittadino coscienzioso. C'era lo stesso bambino che, riuscito nel suo intento, fiero e un pò imbarazzato, tornava correndo dal padre guardingo e gli saltava sulle spalle.
 
C'era una bambina con un vestitino rosa e un fare da danzatrice in erba che saltellava per Piazza del Campo sotto lo sguardo incantato di un nonno piuttosto vecchio con le mani tremolanti e senza denti. Lui era di schiena con le braccia incrociate dietro, sull'attenti, e da lontano un altro bambino trascinava il babbo per mano proprio verso quella ballerina.
 
C'era una ragazza straniera addormentata sulle mattonelle sotto al sole, e di quella figura rannicchiata saltavano agli occhi le scapole sporgenti. C'era un signore altrettanto addormentato, ma a pancia in su, e di quella figura supina, invece, ciò che di sporgente monopolizzava l'attenzione era la pancia tonda.
 
C'era una ragazza scalza a gambe incrociate che leggeva, aveva i capelli corti, un'aria assorta e non poteva che essere iscritta a lettere. Poco lontano c'era un ragazzo altrettanto scalzo, inglese, con una maglia verde e i dread. Lui se n'era accorto, di esserci.
 
C'erano dei bimbi che erano di casa lì e con la bella stagione probabilmente si ritrovano ogni giorno, come quel giorno, proprio al centro della piazza e giocano a lanciarsi una pallina che non rimbalza e contano i punti, e sono convinti di essere dei gran lanciatori e di vincere sempre, entrambi.
 
C'erano due amiche di spalle, sedute una di fianco all'altra, che si guardavano complici e ridevano.
 
C'era un papavero scelto accuratamente tra tutti quelli incontrati sul ciglio della strada, sotto il sole del mattino.
 
C'erano sei vecchiette, appena più appartate, nel parchino intimo su cui s'affacciano i loro balconi, vecchiette che d'inverno sentono la mancanza di quegli incontri pomeridiani, ma che a fine estate, secondo me, non ne possono quasi più.
 
C'era un ragazzo con la barba, una maglia viola e la mia borsa a tracolla, colto mentre rideva, quando era serio, accigliato, impegnato e distratto.
 
Lui lo ricatturerò in ogni espressione. Tutto il resto, invece, è irrecuperabile, insieme a quella piccola macchina fotografica che mi riempiva di soddisfazioni.
postato da: adelantegiu alle ore 13:26 | link | commenti (6)
categorie: cronache di viaggio