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mercoledì, 30 settembre 2009

Ci siamo

Tempo fa mi sono persa, al volante di una macchina noleggiata, nel centro di Barcellona di sabato sera.
Ho mangiato un hamburger avvolto in della carta, nella luce soffusa di un pub di Dakar, senza avere la più pallida idea di cosa fosse contenuto al suo interno.
Sono partita per Cuba con la mia baristamica, due anni fa, senza prenotare niente, se non un albergaccio in cui dormire la prima notte.
 
Questa volta invece ho pensato a tutto. Ho perfino stipulato un'assicurazione sanitaria e ne ho letti tutti i termini e le condizioni. So a memoria cosa devo fare dovessi svegliarmi vaneggiando con la febbre alta nel bel mezzo di una notte nel deserto.
La bustina dei medicinali era gonfia e pronta prima ancora di tutto il resto.
Solo una notte, il 7 ottobre, ancora non so dove dormirò.
Alterno euforia ad un'ansia incontrollabile e smodata. Sono diventata previdente, prudente, saggia.
Evitavo di dare per certa la mia partenza, fino a poche ore fa, perchè ai progetti a lungo termine preferisco non aggrapparmici.

Probabilmente è proprio quando sto bene, quando mi sembra di saper quello che voglio, quando mi concedo di fantasticare ad occhi aperti, quando ho un viaggio alle porte che sogno da tempo, è quando sono certa di quel nome che mi piace, è quando guardo chi ho intorno e sorrido orgogliosa, è quando i rapporti con la mia famiglia sono sereni e distesi, è quando acquisto consapevolezza della mia fortuna e in un attimo di tregua abbraccio la mia bambina, è quando all'improvviso vorrei che il tempo si fermasse, che ho maledettamente paura di questa inquietante ruota che gira.

E' in queste occasioni che ogni tanto mi blocco, mi immobilizzo e mi assale un gran nodo alla gola che stringe e stringe finchè non svolto pensiero. E' nel bel mezzo dei pensieri sorridenti che una paura mi tronca le gambe o mi schiaffeggia sul volto. E' in questo periodo che la mia ipocondria si prende gioco di me ed ogni mattina, con l'aiuto di internet, pronostico per me una fine diversa.

Credo insomma che la mia ansia (per la salute e per tutto il resto) aumenti proporzionalmente al mio benessere. Quando le cose vanno male, pare che s'abbia meno da perdere.

Domani C. ed io partiamo per venti giorni di Marocco. E nonostante il rimescolio di sentimenti e sensazioni e preoccupazioni e raccomandazioni e manifestazioni somatiche a random, là in fondo in un angolino devo essere proprio felice, anche se non salta all'occhio.

Anche perchè domani sera, da un ristorantino con vista su piazza djemaa el-Fna, con davanti un bel piatto di cous cous, brinderemo insieme al mio venticinquesimo compleanno.
postato da: adelantegiu alle ore 02:45 | link | commenti (2)
categorie: ricorrenze, marocco, attualitĂ , cronache di viaggio
lunedì, 21 settembre 2009

Il secondo dei primi giorni d'autunno

CG
postato da: adelantegiu alle ore 18:53 | link | commenti (6)
categorie: ricorrenze, fotografie
venerdì, 04 settembre 2009

Il polemico

Tempo fa un uomo con famiglia giunse al grandhotel, deciso a soggiornarvi, come da accordi intrapresi, per un paio di settimane.
 
Il suddetto uomo si pose con atteggiamento irriverente e maldisposto fin dal principio: ogni scusa era buona per polemizzare e nelle sue piazzate coinvolgeva chiunque gli capitasse sotto tiro.

Per la durata di due lunghissime settimane si lamentò senza tregua di tante cose, ma il punto centrale di ogni suo comizio era la temperatura dell'acqua della piscina, a suo dire talmente ghiacciata da compromettere la salute sua e della sua famiglia.

Anche quando, per zittirlo, la caldaia veniva tenuta accesa vita natural durante finchè la piscina non ha raggiunto la temperatura costante di trenta gradi giorno e notte, lui continuava a dar fiato alla gola.
 
Quotidianamente sfogava la sua rabbia con chi aveva la sfortuna di sedersi accanto a lui in giardino, o di stendersi vicino nei lettini.
 
Quest'uomo, nelle due settimane centrali di agosto, ha alimentato il malessere e l'insoddifazione generale, ha trasmesso a chi gli stava attorno il virus del malcontento, e gli sguardi corrucciati sono comparsi sulle facce della gente come pustole in un'epidemia di morbillo.
 
Nonostante io più volte sia stata sul punto di correre da lui e chiedergli la cortesia di non importunare la clientela con le sue lamentele strazianti e immotivate, la direzione suprema del grandhotel mi ha vietato ogni intervento e abbiamo ingoiato chili di rabbia.
 
Poi finalmente, dopo aver preteso a gran voce uno sconto (concessogli), qualche giorno fa ha preso l'uscio, ed io ho pensato "non è giusto però. Dirgli cosa pensavo di lui valeva abbondantemente quell'assegno che controvoglia ci ha firmato".
 
Ma poi, nonostante la sua espressione sia indelebile nella mia memoria, nel giro di poco ho smesso di pensare all'accaduto, con la certezza che le rispettive vite non si sarebbero sicuramente più incrociate.
 
Ma leggere su internet una sua recensione, in cui scredita con tutta la sua forza il nostro albergo, ma soprattutto, in cui lamenta a gran voce la totale mancanza di cortesia da parte della direzione dell'hotel, e non potere ribattere, non potere spiegare a chi leggerà quella recensione come davvero stanno le cose, e non potere far capire a lui che come non ha ottenuto un sorriso qui, stento a credere che lo otterà altrove, ora mi fa sentire estremamente avvilita e impotente.
 
L'essersi trattenuti con saggezza per due infinite settimane dal chiedergli di lasciare il nostro albergo e, nonostante questo, venire al corrente che proprio noi rappresentiamo l'eccezione in una romagna risaputa patria della gentilezza e della disponibilità, mi fa contorcere le viscere.

Ora, di natura i clienti settembrini son pacifici e sorridenti. Perciò mi auguro che d'ora in poi tutto fili liscio: io, per la stagione estiva 2009, di rospi ne ho decisamente ingoiati abbastanza. Che ci si rimette in salute, soprattutto.
postato da: adelantegiu alle ore 17:17 | link | commenti (1)
categorie: fatti di cronaca, cronache dal grandhotel