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lunedì, 23 marzo 2009

Quel giorno a Inishmore

Rimanevo sempre indietro, in bicicletta alle Aran. E mi bruciavano i muscoli nelle salite, così presto mi sono arresa, e ho cominciato a farle a piedi, con la bici a fianco, come le vecchiette ad attraversare gli incroci. Scendevo, afferravo il manubrio e camminavo, e raggiungevo gli altri che mi stavano aspettando. Che giù dalla bici si fotografava anche meglio.
 
Ero imbacuccata nonostante il sole e dovevano vedersi solo le guance rosse e l'espressione affaticata. Si vede che non sono abituata, è inutile. Sono pigra, lenta, affannata. Ma tutto intorno era bellissimo e valeva la pena di andare a quel passo. Intorno muretti a secco, prati verdi sconfinati, tratti di spiaggia deserta, l'oceano, cavalli, pecore e mucche paciose.

Respiravamo a pieni polmoni, e ogni poco ci fermavamo a sbucciare un frutto, ad accarezzare un animale, a rimirare i paesaggi intorno, a dare due calci ad una pallina da tennis, e a fantasticare a voce alta sulla vita che ci si potrebbe condurre, su quelle piccole isole selvagge.

Poi le abbiamo parcheggiate, le bici, senza chiuderle, che tanto "here nobody steals nothing. We're not in Italy", e ci siamo incamminati per una salita, su in alto fino alle scogliere. A picco le scogliere, e ancora foto, e ancora sole.

A tornare ci siamo divisi, noi abbiamo preso il sentiero che costeggiava il mare, il sole stava tramontando e tutto intorno sembrava brillare.

In ostello, la sera, c'era un barbecue. Qualcuno ha messo un piatto con un hamburger in mano a Luigi, così abbiamo intuito di poterne approfittare anche noi. Ci siamo sistemati a tavola. Il proprietario dell'ostello si curava che tutti avessero qualcosa da mangiare, offriva lui. I ragazzi intorno si abbuffavano, bevevano e chiacchieravano. Noi, con le guance cotte dal vento e tutto il resto dalla lunga passeggiata, parlavamo poco e ci guardavamo intorno, soddisfatti di quella giornata che volgeva al termine.

Poi all'improvviso ho avuto paura, di una maglia arancione, per esempio, o di chiunque altro potesse rovinarmi quella pace.

Ma ci si è riso su, e quando più tardi son salita su in alto, nel letto a castello, ero esausta e felice.

Per fortuna, alla fine, quel giorno a Inishmore nessuno è riuscito a rovinarmi niente, nemmeno io.
postato da: adelantegiu alle ore 02:39 | link | commenti (8)
categorie: irlanda, cronache di viaggio

Per le Aran

ISOLE
postato da: adelantegiu alle ore 00:50 | link | commenti
categorie: fotografie, irlanda