"Signorina Le volevo fare i complimenti per come batteva il tempo con la mano. L'ho vista, prima. Lei suona uno strumento?"
Che un trasandato signore in calzettini e birkenstock, seduto di fianco a me in prima fila a teatro, alla fine dello spettacolo mi si sia avvicinato assieme alla moglie per farmi questa domanda mi fa sorridere.
Mi piace che si sia accorto della mia mano che, durante gli intermezzi musicali, batteva il tempo sul ginocchio, mi piace che ne abbia seguito il ritmo, fino a giudicarlo positivamente. Mi piace anche che mi abbia avvicinato per comunicarmelo, sperando di imbattersi in una giovane e talentuosa musicista.
Mi dispiace tanto averlo deluso, ed esserci congedati così, senza sapere che cosa avesse esattamente a che fare lui con la musica, e senza avergli spiegato che avrei sempre voluto farlo.
Avrei dovuto dirgli che violino, piano, chitarra, sax, batteria: a turno mi hanno attratto tutti, ma ho pronta una serie di sciocche scuse che spiegano perchè mi sia sempre limitata ad ascoltare, a fischiettare e a battere il tempo, con mani e con i piedi e tutto il resto.
Avrei voluto aggiungere che la speranza è l'ultima a morire, e chissà che prima o poi non nasca un travolgente amore tra me e un qualche strumento che mi capita per caso tra le mani.
Ma soprattutto avrei dovuto confessargli che io, quasi ogni giorno, mi propongo di uscire di casa con le stesse identiche birkenstock chiuse marroni, ma è evidente che io sia più conformista e meno musicista di quanto lo sia lui.
“Giu non dovevamo andare in Irlanda, noi, per l'otto Dicembre??"
"Che ne dici di fare comunque un viaggio insieme? Io e te, tu ed io?”
"No no no, in Italia non se ne parla proprio! E nemmeno dove fa più caldo che qui. Io esigo un posto gelido, inospitale, con la neve, il ghiaccio, il vento, i nuvoloni e le bufere."
“Ho trovato! Andiamo a Londra! Sì che bello prenotiamo! Pensa, potremo: camminare per le strade innevate - guardare migliaia di vetrine di negozi - gironzolare tutte imbacuccate con il cappotto la sciarpa il cappello ed i guanti - comprare borse da Harrods - passeggiare per un enorme parco e stenderci - vedere Hulk di cera - chiacchierare per ore. Dai muoviti, prenotiamo.”
"Vediamo su internet un pò di foto, per cortesia. Devo controllare che le case siano antiche ed attaccate l'una all'altra e soprattutto che le vie siano abbastanza strette, come me le immagino."
"Dobbiamo accertarci che non ci sia il sole. Non avrebbe senso andarci col sole! Per non rischiare dormiremo di giorno ed usciremo dalle cinque del pomeriggio in poi, anche perchè io voglio che siano accese tutte le luci per le strade."
“Davvero avresti il coraggio di farmi trascorrere quattro giorni a Londra con il contenuto di un misero trolley? Tu sei impazzita. Non mi importa se la valigia spende più di noi, per me è indispensabile portarla! E poi scusa, se dovessi trovare "il passaggio", mi faresti frequentare Harry Potter con un aspetto trasandato? Io porterò con me tutti i miei abiti migliori.”
“Certo che cercherò la cabina telefonica di Londra che porta al Ministero della magia! Ma anche se fallissi in quest'impresa, ti sembra comunque il caso che il portiere del nostro lussuoso albergo nel centro di Londra mi veda scendere dalla stanza ogni giorno vestita con la stessa roba?”
“Giu, senti un pò. Ho pensato di prendermi un altro giorno per riflettere sulla destinazione. Sai, credo che conoscerò il mio primo marito in questo viaggio. Ed andando a Londra ci sono meno probabilità che abbia i capelli rossi. Forse dovremmo andare ad Edimburgo, come piacerebbe a te.”
"Forse potremmo andarci il prossimo anno ad Edimburgo. Anzi, inauguriamo una tradizione. D'ora in poi, io e te, faremo un viaggio insieme ogni inverno. Promettimelo."
Giuro che fin da quand'era in fasce fantasticavo sul primo viaggio che avremmo fatto assieme. Ora i tempi sono maturi, e finalmente il momento è arrivato.