C'era un bambino con una cartaccia in mano ed il braccio teso verso uno spazzino, il quale fissava il pavimento e la sua scopa con la testa troppo tra le nuvole per accorgersi di quel cittadino coscienzioso. C'era lo stesso bambino che, riuscito nel suo intento, fiero e un pò imbarazzato, tornava correndo dal padre guardingo e gli saltava sulle spalle.
C'era una bambina con un vestitino rosa e un fare da danzatrice in erba che saltellava per Piazza del Campo sotto lo sguardo incantato di un nonno piuttosto vecchio con le mani tremolanti e senza denti. Lui era di schiena con le braccia incrociate dietro, sull'attenti, e da lontano un altro bambino trascinava il babbo per mano proprio verso quella ballerina.
C'era una ragazza straniera addormentata sulle mattonelle sotto al sole, e di quella figura rannicchiata saltavano agli occhi le scapole sporgenti. C'era un signore altrettanto addormentato, ma a pancia in su, e di quella figura supina, invece, ciò che di sporgente monopolizzava l'attenzione era la pancia tonda.
C'era una ragazza scalza a gambe incrociate che leggeva, aveva i capelli corti, un'aria assorta e non poteva che essere iscritta a lettere. Poco lontano c'era un ragazzo altrettanto scalzo, inglese, con una maglia verde e i dread. Lui se n'era accorto, di esserci.
C'erano dei bimbi che erano di casa lì e con la bella stagione probabilmente si ritrovano ogni giorno, come quel giorno, proprio al centro della piazza e giocano a lanciarsi una pallina che non rimbalza e contano i punti, e sono convinti di essere dei gran lanciatori e di vincere sempre, entrambi.
C'erano due amiche di spalle, sedute una di fianco all'altra, che si guardavano complici e ridevano.
C'era un papavero scelto accuratamente tra tutti quelli incontrati sul ciglio della strada, sotto il sole del mattino.
C'erano sei vecchiette, appena più appartate, nel parchino intimo su cui s'affacciano i loro balconi, vecchiette che d'inverno sentono la mancanza di quegli incontri pomeridiani, ma che a fine estate, secondo me, non ne possono quasi più.
C'era un ragazzo con la barba, una maglia viola e la mia borsa a tracolla, colto mentre rideva, quando era serio, accigliato, impegnato e distratto.
Lui lo ricatturerò in ogni espressione. Tutto il resto, invece, è irrecuperabile, insieme a quella piccola macchina fotografica che mi riempiva di soddisfazioni.