Alla menzogna che le era stata raccontata perchè desistesse dall'intenzione di soggiornare per un breve periodo al grandhotel, lei rispose che non le creava nessun problema il fatto che non ci fosse maniera di rientrare da mezzanotte fino alle sette della mattina.
Non le creava nessun problema in quanto lei non rientrava mai in quella fascia oraria lì. Lei finiva di lavorare quando ormai il sole era già alto nel cielo di giugno e quando, tornando, trovava il mio babbo assonnato alle prese con un albergo da rimettere in moto, lei manifestava il desiderio di pagare il conto del giorno entrante. Dalla tasca estraeva un mazzetto di soldi sgualciti e ne contava l'importo esatto.
Solo allora saliva su, ma non per rifugiarsi sotto le coperte al buio di una stanza con le tapparelle abbassate. Lei non aveva nessuna intenzione di soffocare lì, fra strazianti flash e cattivi odori rimasti nel naso, bensì, senza provare vergogna nel mostrare quel suo corpo livido e consumato, preferiva indossare un costume e addormentarsi al sole, bagnarsi in piscina, fare lunghe passeggiate in bicicletta.
Rispondeva ai saluti con un sorriso e sfruttava al massimo ciò che le offriva quel paesino di mare un pò fuori stagione.
Mi chiedo se una giornata se la sia concessa per intero. Chissà se almeno una sera, con la pelle arrossata dal sole e i capelli profumati di balsamo, si sia vista più bella del solito e abbia deciso di regalarsela, tanta bellezza.
Può darsi che invece di infilarsi una gonna inguinale e un top, invece di truccarsi e uscire come al solito a svendere il suo corpo, un pò trasandata sia scesa al bar solo per comprarsi un gelato, e che poi se lo sia goduto lentamente sul balcone, nel silenzio tra le zanzare, prima di infilarsi sotto le coperte fresche e pulite di quell'albergo in cui quella signora non solo è stata una cliente esemplare, ma una donna coraggiosa, che nei limiti del possibile cercava dignitosamente di pensare un po' a sè stessa.