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lunedì, 15 ottobre 2007

Saluti sdolcinati

Ne ho parlato in passato di lui, del fatto che non elargisce soldi, regali nè tantomeno carezze. Poche smancerie, poche gratifiche. Un buon uomo, un pò troppo burbero e smemorato. Un vecchino che ci prova, di tanto in tanto, a raccogliere su un foglietto le quattro date di nascita che vorrebbe tenere a mente, ma mai che ne prenda una, quando viene il momento. Colto in fallo, si lamenta non solo di avere perso il foglietto, ma anche il calendario.
 
-Beh-, ho pensato poco fa, -io a salutarlo ci vado lo stesso. Non importa se tra una decina di giorni, imbattendosi in mia sorella in giardino, le domanderà dove sono finita, che non mi vede da un pò.-
 
        
"NONNO, sono venuta a salutarti, vado in vacanza per un pò".
         
Urlo a squarciagola, per sovrastare il volume del tg3, oggi forse ancor più alto del solito.
 
"Dov'è che vai?"
 
"Vado a Cuba, nonno, in giro per Cuba."
 
"Ah", ride, "cosa vuoi diventare comunista?"
 
E' soddisfatto, si vede. Forse per via del mio interesse per quell'isola, ma probabilmente anche perchè s'attaccherebbe a tutto, al giorno d'oggi, pur di vedere la sua sinistra tenere botta. Ma su questo non si dilunga, posso solo intuirlo. Piuttosto, convinto di non avermene mai parlato, mi racconta del suo viaggio in Russia, unica terra straniera su cui ha poggiato piede. Lascio che finisca, domandandomi, come ogni volta, com'è possibile che di tanto materiale a disposizione finisca sempre col narrar le stesse storie, nell'identico modo.
 
"Allora nonno io vado, ci vediamo presto, ok?"
 
"Va bene, stai attenta, auguri."
 
Ma mentre mi avvio alla porta, la svolta.
 
"Ah Giulia. Hai bisogno di qualcosa? Di qualsiasi cosa? Forse di soldi? Senza problemi, davvero, che tanto io campo di poco."
 
E' convinto, ha già la mano alla tasca, insiste.
Ma io sorrido e rifiuto, che oggi non me la sento proprio di approfittare di questo suo raro momento di debolezza e, a modo suo, di tenerezza.
postato da: adelantegiu alle ore 20:49 | link | commenti (1)
categorie: cronache familiari, cronache di viaggio
sabato, 13 ottobre 2007

Senza cuore

Io non mi aspettavo che cantassero, sul serio.
 
Quella fra Guccini, Serra e Ligabue doveva essere una conversazione a tema, e chissenefrega del tema. Mi bastava ascoltarli cianciare e scherzare, lì, a pochi metri da me, mentre si continuavano a versar del vino. Che hanno riso, si sono sbeffeggiati, si sono dilungati, parevan rilassati, ed io contenta, attenta e divertita.
 
Ovviamente non mi era sfuggita la chitarra sul palco, ma ho prontamente frenato gli entusiasmi, il mio in particolare: "Naturalmente quella è lì per bellezza. Dev'essere una chitarra ornamentale."
 
Però poi l'argomento l'han tirato fuori loro.
E' stato il mio preferito di Repubblica che ha introdotto l'ipotesi di un finale in musica, per la gioia di grandi e piccini. Stuzzicava, Michy:
"ah, perchè te scrivi canzoni? beh prima o poi dovrai trovare il coraggio di debuttare davanti a un pubblico..."
Insisteva, ci credeva.
  
E noi scrosci di applausi, eccitati al pensiero di una chicca improvvisata. Che è tutt'altra cosa da un concerto: lì, così, voce e chitarra, una canzone. Son gli episodi che fan di un fan un fan fortunato, che gli dan proprio una certa soddisfazione.
 
Ma poi un Guccini affamato e inesorabile ha scosso la testa e in un batter di ciglia il sipario s'è chiuso, nell'incredulità generale. Invano il coro "fuori fuori", che ha proseguito ad oltranza, prima che dilagasse lo sconforto e che, delusi e un pò arrabbiati, ci avviassimo tutti verso la macchina.
 
Che io sul serio non mi aspettavo che cantassero, però, oh miei pupilli, dai, non si illude la gente così!
postato da: adelantegiu alle ore 04:05 | link | commenti (2)
categorie: fatti di cronaca
giovedì, 11 ottobre 2007

Perplessità diffuse

"eh, parto tra una settimana."
 
"no, non sono l'unica donna di una compagnia di ragazzi..."
 
"sì, uno c'è. siamo tre fanciulle e lui."
 
"no, non è lui che ha organizzato il viaggio."
        
"ma no! non è lui che ha scelto la destinazione! si è aggiunto dopo..."
    
"avrà anche colto la palla al balzo, ma viaggia con morosa al seguito..."
 
"no, me ne frega relativamente del mar dei caraibi. di tuffi meno ne faccio e meglio sto."
 
"beh, un pò abbronzatina sto meglio, ma non ci vado certo per schiaffarmi in un lettino."
 
"no, comunista direi di no."
 
"no, mai fumato un sigaro in vita mia."
 
"no, il rum è uno dei superalcolici che mi piaccion meno."
 
"ma come -allora cazzo ci vai a fare a Cuba?- ?!?"
postato da: adelantegiu alle ore 02:36 | link | commenti (1)
categorie: cronache di viaggio
sabato, 06 ottobre 2007

Due che si sono trovati

Ecco, a me la storia di due persone curiose che ogni volta prendono spunto da un bel libro qualunque per avvicinarsi ad una cultura insolita da sviscerare e selezionare una meta atipica per cui partire, già, di per sè, mi appassiona.
       
Ma se queste due persone, alle soglie dei cinquanta, felicemente insieme da trenta, poi ogni volta per quel posto prenotano un volo, ci stazionano un mese e lo esplorano da cima a fondo, allora il racconto mi esalta.
        
Se, inoltre, al compimento del suo sesto anno, ritengono che sia finalmente giunto il momento di preparare lo zainetto anche per il fanciullo dagli occhi blu frutto del loro amore, e da lì in poi trascinarlo con loro, mostrandogli e spiegandogli ogni cosa, beh, la questione mi entusiasma.
            
Ma se, se, alla rappresentante del gentilsesso, in occasione del cinquantesimo compleanno, viene data carta bianca sulla destinazione del viaggio, e lei, senza esitare, colma di soddisfazione, dichiara: "uzbekistan", ecco, in tal caso vado proprio giù di testa.
postato da: adelantegiu alle ore 02:57 | link | commenti
categorie:
giovedì, 04 ottobre 2007

A zonzo

La mia baristamica dagli occhi grandi credo me ne abbia parlato subito, di questa cosa. Chiaro e tondo, dal principio.
Poi per tre mesi l'ha tirata fuori sempre, lei ci fantasticava ed io le davo corda. Parlava di vivere l'isola in tutte le sue contraddizioni, domandarsi e domandare, percorrerla in lungo e in largo, sviscerarla, ascoltarla, annusarla.
 
Io a quell'isola lì non ci pensavo più da qualche anno, in realtà. La fase c'è stata, ma poi è passata, uno dei tanti entusiasmi di media durata non andati a buon fine e poi sostituiti.
 
Poi ho deciso che ci sta, che questo viaggio che faccio con lei è bello farlo lì, dove lei per prima, che si documenta da una vita, mi può spiegare tante cose, ed è convinta di sapersi muovere. E' bello farlo in questa terra che ci porterà a discutere fino allo sfinimento, ci farà riflettere, divertire, sospirare, forse arrabbiare, e incrementerà la mucchia di interrogativi assurdi che ci portiamo in là. Che sarà l'età, o la curiosità, o magari i residui di discorsi ingenui adolescenziali, ma siamo piene di domande da fare.
 
Di ricordi ne ho già alcuni, vaghi ovviamente. Non bevevo Mojito e non parlavo spagnolo. E il mio babbo s'incazzava perchè non facevo il bagno, "questa è l'ultima volta che ti porto con noi", minacciava.
.
Ci giurerei però, di aver sentito musica provenire da ogni sottoscala e di aver conosciuto tante persone cordiali e sorridenti.
 
In conclusione, quando poco fa le ho telefonato e le ho detto "beh, allora io ho fatto, eh!", lei credeva scherzassi e ha continuato a non prendermi seriamente fino alla fine della conversazione.
 
Ma mi aspetto che domani al risveglio realizzi.
 
Noi il diciassette si parte per Cuba.
postato da: adelantegiu alle ore 03:02 | link | commenti (3)
categorie: cronache di viaggio