chi mi conosce lo sa: io voglio scrivere un libro. ed è questa la prima cosa a cui penso quando mi imbatto in un personaggio
strano, in un paio di occhi eloquenti o in un una vita complicata.
ho incrociato per esempio una signora alta e sproporzionata, con una bocca di denti storti, in un camicia di pizzo beige, un paio di grosse calze smagliate e le zeppe ai piedi. così ho immediatamente pensato a che ruolo potrei ritagliarle nella storia che racconterò, a come descriverla, a cosa raccontare di lei e cosa lasciare che racconti lei.
mi succede anche quando un bimbo si butta a terra, a pancia in giù, in un pianto disperato e convulso nel momento in cui il suo babbo si chiude alle spalle il portone dell'asilo. dalla finestra lo guardo allontanarsi a testa bassa e dirigersi al cancello e provo ad immaginarmi la sua angoscia e provo ad immaginarmi i suoi pensieri mentre si guarda i piedi.
è al mio romanzo che penso quando in areoporto non lasciano partire una giovane donna che vuole disperatamente tornare al suo paese e che in questo progetto ha investito tanto tempo ed energie: e invece da un'enorme vetrata carceraria vede il suo aereo decollare e non si perdona il suo ennesimo errore, che come uno schiaffo in faccia la fa precipitare in un pianto isterico.
in personaggi strani , occhi eloquenti e vite complicate ultimamente mi ci sono imbattuta quotidianamente. allora liberavo l'immaginazione e avevo un sogno: essere capace di raccontare tutto ciò, prendere foglio e penna, rubare qualcosa da ognuna di quelle storie, scrivere e scrivere, impilare fogli fino a raccimolarne un bel mucchietto. avrei voluto avere un incipit e dal di lì partire, giorno per giorno, e romanzare tutte quelle storie e rendere giustizia ad alcuni di quei personaggi difficili che venivano lì bisognosi d'aiuto.
perchè a volte sembravano usciti da un libro e allora io avrei voluto rimetterceli, a maggior ragione perchè lì dentro sarebbe stato più facile aiutarli, inventarsi qualcosa, dare una svolta alla loro vita con la penna in veste di bacchetta magica.
se un giorno riuscirò nella mia impresa indubbiamente loro da qualche parte ci saranno. ci saranno tutti quegli occhi sbarrati, spauriti, ci sarà la loro grinta, i loro sfoghi, la loro pazienza e la loro impazienza, la loro capacità di reagire e di perdonare ma anche la loro immaturità, l'inaffidabilità, le scenate di gelosia, l'ennesimo appuntamento che hanno finto di dimenticare.
ci saranno anche i miei bambini, le loro domande buffe, e perchè no, le loro "routine di accesso ai giochi".
ovviamente ci saranno anche quelle persone solari e pazienti di cui ho quotidiamente osservato il lavoro. nel mio libro dubito che ci sarà posto per eroi ed eroine, però se dovrò scrivere di un gruppetto di persone volenterose, competenti e testarde, allora credo che da loro prenderò un pò spunto. purtroppo le ho conosciute appena e tutto il resto me lo dovrò inventare, ma per farlo partirò dal colore che hanno scelto per una collana o da un gesto gentile particolarmente apprezzato.
alla faccia di chi dice che un gruppo di donne è soltanto capace di litigare: io credo che un gruppo di donne, se ben allestito, possa quasi cambiare il mondo. o sicuramente possa fare da spalla a chi ha tanto bisogno e altrettanto coraggio per cambiare qualcosa del suo, di mondo.
mi dispiace dover abbandonare questi luoghi che negli ultimi due mesi ho fatto miei: mi perderò l'evolversi di alcune vicende che ho seguito per un pò, non ne conoscerò gli sviluppi, non gioirò dei progressi ma mi risparmierò le delusioni, non ascolterò più le loro flebili voci, nè quelle prepotenti, nè gli insormontabili silenzi, mi verranno commissionate meno collane, dimenticherò i nomi di quasi tutti i miei fanciulli e ricomincerò a svegliarmi tardi la mattina e ad addormentarmi quando ormai è giorno. ricomincerò a concentrarmi un pò troppo su di me e sulle mie modeste avventure, un pò noiose.
ma a tutto questo ci penserò da domani. oggi mi dedico alle mie creazioni e nel frattempo medito un pò. mi chiedo a chi potrei affidare il ruolo del protagonista in questa storia che prima o poi racconterò. a volte, però, ho come l'impressione di dovermici ancora imbattere in quello che sarà il mio protagonista, o forse è proprio la storia che racconterò quella che ancora non ho incrociato.