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sabato, 28 aprile 2007

quasi maggio

è primavera, c'è chi dice di essere innamorato, chi si dice sia piuttosto preso e c'è chi sta per partire. c'è chi vuole andare oltre e chi tornerebbe comunque indietro. e io qui, un pò troppo qui. di bello ci sono i miei appunti presi male tra un "dada, Filippo mi ha fatto male" e un "Clari non vorrei sbagliarmi ma non è che ti devi per caso soffiare il naso?", appunti da riordinare anche troppo, che io ci aggiungerei solo qualche foto qua e là, alcune di quelle foto che sto continuando a scattare per finta ogni mattina. di bello ci sono anche le mie pietre nuove di plastica rosse e arancioni e la mia musica da vecchi, e poi tutti questi ambienti stimolanti che ho fatto miei negli ultimi tempi. di brutto c'è che a breve li dovrò disfare. di bello e di un pò brutto c'è che io stasera sia qui tra tesi, disordine e pietre. di bello perchè ci sto bene, di brutto perchè ho sempre la sensazione di starmi perdendo qualcosa da qualche parte.
postato da: adelantegiu alle ore 01:12 | link | commenti
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martedì, 17 aprile 2007

buoni propositi

Temo di star tornando timida. mi chiedevo se qualcuno fosse a conoscenza di fenomeni di questo genere. una sorta di regressione.
Al lavoro ultimamente divento rossa appena parlo di me, salturiamente balbetto, a volte non sono a mio agio a tal punto che mi dimentico completamente di gestire le "erre". Ma soprattutto fatico a guardare negli occhi. me l'ha fatto notare il mio compagno di volo, quello che mi era seduto affianco, il milanese chiacchierone e invadente che a tratti divertiva e a tratti soffocava, quello che quando non la pensava come me per cortesia lo nascondeva, però non abbastanza bene, quello che se ci fossimo inoltrati in qualcosa poi sarebbe dovuto intervenire lo steward.
Però, date le circostanze, ci siamo trattenuti. un commento distratto sui milanesi "d'adozione" e un'ambiguità poco gradita sui bimbetti della mia tesi. che poi grande e grosso com'era avrebbe potuto almeno rinunciare alla complicità dei suoi tre soci. eh va beh, simpatico era simpatico, faceva realmente molto ridere.
E insomma, tra una battuta e l'altra, mi fa: "cara la mia psicologa, ti devo fare una critica. te non guardi abbastanza negli occhi". lui, oh, mi era seduto davvero troppo vicino, accidenti a quei seggiolini, non c'erano tavoli nel mezzo, mi guardava dritto dritto negli occhi e mi faceva anche delle domande personali. Nessun sottobicchiere da fare a pezzi e niente per le mani, era palese che non sapessi più dove guardare, soprattutto in seguito al suo appunto.
Ma oggi tra me e quella signora le condizioni erano decisamente migliori, il tavolo nel mezzo c'era, eppure ogni tanto distoglievo lo sguardo. forse semplicemente ci ho fatto particolarmente caso.
Però una cosa è certa: non sapevo se darle del Lei o del tu e finiva come con quei clienti che dico un "ciao" tra i denti, così che potrebbe benissimo venire confuso con un "buongiorno", che lì per lì è sorridere che conta. Mica diranno "maleducata sta ragazza", male che vada penseranno che stessi masticando, mi auguro.
E insomma il risultato era pressapoco questo: "... piace questo lavoro?", "quando ... venuta in Italia?", "dove vive ..uo figlio?" che lei che è ucraina si dev'essere interrogata sui miei problemi di lingua.
Con ciò fondamentalmente voglio dire che non ho nessuna voglia di tornare ad essere timida e patisco questa crisi passeggera. E che quando non riesco a valutare la formalità da mantenere nel rapporto con una persona, devo prendere una decisione ben chiara, seppur sofferta, e uscire dal limbo.
A partire da quest'estate infatti oserò, e scandirò sempre con sicurezza i "ciao" e i "buongiorno".
postato da: adelantegiu alle ore 19:28 | link | commenti (2)
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lunedì, 09 aprile 2007

Roma, otto aprile

080420071211

postato da: adelantegiu alle ore 22:07 | link | commenti
categorie: fotografie
domenica, 01 aprile 2007

tre due uno

Due righe sul primo d’aprile. Perché un anno fa scendevo da un aereo a pochi metri da qui e pioveva e non si respirava altro che primavera. Perché gli anni prima c’erano fiori da regalare che adesso non ci sono più. Ed erano i fiori coloratissimi ad intonarsi con Lei.
Perché nel duemilaetre è stata una giornata felice, e me la ricordo proprio bene, con tanto di fare fiero tra i corridoi di un frutta e verdura, che ci avevo accompagnato la mia mamma, con la macchina.
Quest’anno no, nonostante fosse il primo del mese, e questo si sa, è un punto a mio favore, non ne è uscito niente di buono. Non ne è proprio uscito niente, in un momento in cui avrei estremamente bisogno di un coniglio dal cappello. Perché gli stimoli universitari e professionali non mi portano tanto in là, e quando scendo le scale del Cd mi sento sì una donnina soddisfatta del suo lavoro, ma poi stacco in fretta e mi dimentico anche di tutte le loro storie, altrimenti la vedrei diversamente. E insomma, poi mi ribatto in me.
In me, che una serata basta per un po’ e il suo ricordo per qualche giorno in più, quando va bene, ma ho esaurito le scorte, ho bisogno di serate nuove per mandare avanti la baracca: dunque di occhi ben aperti e creatività.

postato da: adelantegiu alle ore 23:31 | link | commenti
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