Temo di star tornando timida. mi chiedevo se qualcuno fosse a conoscenza di fenomeni di questo genere. una sorta di regressione.
Al lavoro ultimamente divento rossa appena parlo di me, salturiamente balbetto, a volte non sono a mio agio a tal punto che mi dimentico completamente di gestire le "erre". Ma soprattutto fatico a guardare negli occhi. me l'ha fatto notare il mio compagno di volo, quello che mi era seduto affianco, il milanese chiacchierone e invadente che a tratti divertiva e a tratti soffocava, quello che quando non la pensava come me per cortesia lo nascondeva, però non abbastanza bene, quello che se ci fossimo inoltrati in qualcosa poi sarebbe dovuto intervenire lo steward.
Però, date le circostanze, ci siamo trattenuti. un commento distratto sui milanesi "d'adozione" e un'ambiguità poco gradita sui bimbetti della mia tesi. che poi grande e grosso com'era avrebbe potuto almeno rinunciare alla complicità dei suoi tre soci. eh va beh, simpatico era simpatico, faceva realmente molto ridere.
E insomma, tra una battuta e l'altra, mi fa: "cara la mia psicologa, ti devo fare una critica. te non guardi abbastanza negli occhi". lui, oh, mi era seduto davvero troppo vicino, accidenti a quei seggiolini, non c'erano tavoli nel mezzo, mi guardava dritto dritto negli occhi e mi faceva anche delle domande personali. Nessun sottobicchiere da fare a pezzi e niente per le mani, era palese che non sapessi più dove guardare, soprattutto in seguito al suo appunto.
Ma oggi tra me e quella signora le condizioni erano decisamente migliori, il tavolo nel mezzo c'era, eppure ogni tanto distoglievo lo sguardo. forse semplicemente ci ho fatto particolarmente caso.
Però una cosa è certa: non sapevo se darle del Lei o del tu e finiva come con quei clienti che dico un "ciao" tra i denti, così che potrebbe benissimo venire confuso con un "buongiorno", che lì per lì è sorridere che conta. Mica diranno "maleducata sta ragazza", male che vada penseranno che stessi masticando, mi auguro.
E insomma il risultato era pressapoco questo: "... piace questo lavoro?", "quando ... venuta in Italia?", "dove vive ..uo figlio?" che lei che è ucraina si dev'essere interrogata sui miei problemi di lingua.
Con ciò fondamentalmente voglio dire che non ho nessuna voglia di tornare ad essere timida e patisco questa crisi passeggera. E che quando non riesco a valutare la formalità da mantenere nel rapporto con una persona, devo prendere una decisione ben chiara, seppur sofferta, e uscire dal limbo.
A partire da quest'estate infatti oserò, e scandirò sempre con sicurezza i "ciao" e i "buongiorno".