gli inizi, che meraviglia. quando si investe un pò tutto, si è convinti che andrà a finir bene oppure semplicemente ci si prova, ce la si gioca con il sorriso sulle labbra. il primo della settimana, del mese, dell'anno, il giorno dopo il mio compleanno. il risveglio dopo il primo bacio, e poi rimanere a girarsi nel letto.
oggi è quello di una persona che ha una vita che con la mia non si incrocia mai, una persona che conosco poco, che mi lascia chiaramente intendere che ha un bel ricordo, sì, ma che il passato ormai è passato, mica è invasivo, mica è curioso. una persona che non so se festeggi, nè con chi lo faccia, nè quanto spesso si ubriachi, nè perchè.
però c'è una cosa che mi auguro. vorrei che una canzone (eventualmente anche una canzonetta qualunque, commerciale, insipida, o intramontabile e noiosa, una ninna nanna, la sigla di un cartone, un ritornello facile ed insistente che sente per sbaglio passare per radio), qualcosa, insomma, ogni tanto faccia provare anche a lui quella sensazione di avere distrattamente lasciato qualcosa in sospeso, qui dalle mie parti. sarebbe un sollievo scoprirlo. sarebbe meraviglioso saperlo sorridere al pensiero della sua romagnola un pò di riviera. e invece chissà, magari pensa che io mi ricordi il compleanno di tutti.
descriverla minuziosamente la sminuirebbe terribilmente, la renderebbe banale e insulsa, eppure sento il bisogno di parlarne, di mettere nero su bianco qualcosa, probabilmente spero che scriverne mi consoli. C'è quella tristezza di quanto finisce un viaggio e si fanno svogliamente le valigie per tornare alla normalità, c'è quella malinconia di quanto realizzi che così bene ci si sta solo una volta ogni tanto. E sempre per caso. Ma c'è anche quel caos di quando ho voglia di rivedere sempre lo stesso film, di notte. E quella voglia di ricordarsi tutto, compresi tutti i doppi sensi e le infamate in sigle e quel momento in cui ho pensato di dovermelo ricordare per tutta la vita. Difficilmente una giornata ti riempie, ti turba come della letteratura. Difficilmente ti destabilizza come una canzone in un momento di ipersensibilità, ti completa per poi lasciarti in un angolo più incompleta di prima. E confusa. Confusa non perchè ci sia qualcosa di poco chiaro, confusa senza sapere dove mettere le mani, che pesci pigliare: che importanza hanno le fotografie? che senso avrebbe rifarlo? Quando ne parleremo diremo cose scontate: si comincerà da milleottocento euro di viti e poi spereremo una volta o l'altra di vedere marciare napoleone davanti al cancello. Rideremo, rideremo così tante altre volte (e fino a quel momento limiteremo i danni), però poi riusciremo ad addormentarci. Invece stavolta sarebbe stato un peccato, lo sarebbe stato andare veloce in macchina, lo sarebbe stato svegliarsi riposati. Forse solo io l'ho vissuta così, forse solo io ho pensato che oggi non fosse per caso che c'era quel sole e quegli assurdi quindici gradi. D'altronde loro ridono sempre. Loro sono innamorati, e poi sono abituati a vederli passare, i matti del paese. Invece a me sentirli raccontare non solo mi divertiva. Come non solo mi divertiva sentire cantare "quiero una vida peligrosa". Come non solo mi divertiva vederli picchiarsi. Come non solo mi rilassava guardare il mare in questa giornata fuori posto.
Forse oggi Jack ci ha pensato solo di sfuggita. Forse appena salito sul treno Luciano si è addormentato. Forse Ilsupercarinissimo si è solo concentrato su di lei e su quella mano nel sonno e sul quel bacio nel mezzo della festa. E forse lei ha saggiamente deciso che domani si ritorna in carreggiata. Però può anche essere che Jack, mentre lavorava a stento, abbia sorriso ai suoi ventotto-ventinove anni, che Luciano non abbia chiuso occhio, può essere che Ilsupercarinissimo sia stato confuso quanto me e che lei abbia capito che questa giornata vale anche un fallimento, una bocciatura, uno schiaffo in faccia.
Probabilmente sono solo una "sentimentale", proprio come il barista che oggi ci ha offerto il caffè in cambio di un abbraccio commovente, a volte ho il tremendo dubbio di volere lavorare con quei matti per farli tornare alla normalità, per ora vorrei solo lavorare nel loro bar, anche se forse ha ragione lei: forse se lo facessi sempre mi ubriacherebbe molto meno.