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sabato, 27 gennaio 2007

"Come in sogno
la macchina scivola via
la bocca che sa di fumo, di vino
di baci venuti e di nostalgia
con l'occhio socchiuso mi sembra che
la pianura s'e' vestita
di luci gialle nella foschia"
 
 
 
non sarà per sempre. tante cose che non sono per sempre hanno comunque un esito più rassicurante di questo. e così non riesco a godermi questa giornata di sole semplicemente rinnovando insieme alla Maru le risate di ieri sera, perchè poi mi appare come sarebbe se fosse impregnata di malinconia, un giorno, accompagnata dalla consapevolezza che si trattava di passato. un "ti ricordi quando" che credo che mi sentirei fuori tempo massimo. 
io di loro sono innamorata. e pensare che la priorità che ho dato loro saltuariamente mi ha perfino fatto sentire in colpa. ma quando si è innamorati non lo si fa per avere in cambio qualcosa, anzi quei loro sentimenti quasi mai manifestati, quella loro apparente indifferenza e il non essere altrettanto indispensabile mi ha sempre fatto un pò patire (e assumere svariati atteggiamenti dettati dall'orgoglio) ma contemporaneamente mi teneva a maggior ragione lì, a godermi un complimento o un invito inaspettato, proprio come fossi cotta. è che io sto bene con loro, vorrei starci sempre, tutto il tempo, anche adesso vorrei essere con loro: vorrei svegliarmi la mattina in mezzo a loro e fare colazione insieme.
prima di tutto perchè nessuno mai mi ha fatto divertire così tanto: le mie risate più grasse, quelle che mi fanno male le palline e gli addominali, sono state con loro.
ma non li ho mai idealizzati, sono perfettamente consapevole dei loro grossissimi difetti, mi ci scontro continuamente, ma non mi frenano, piuttosto spesso mi affascinano. anche quando vanno nella direzione opposta alla mia, anche quando portano avanti ragioni sciocche e da mani nei capelli, anche quando sospetto che in fondo loro nemmeno mi capiscano, si fermino prima.
ovvio che ho detto "basta", avverto e ho avvertito il bisogno di novità, mi sono offesa fino alle lacrime, ne ha risentito la mia autostima e troppo spesso mi sono sentita sminuita in un ruolo che da anni mi danno e che mi limita e mi infastidisce. ma poi non riuscivo a non tornare sui miei passi. anche se quel ruolo lì mi ha fatto arrabbiare anche ieri sera.
ma poi mi piace osservarli, vado pazza per la loro complicità, quella loro concezione di amicizia che tanto ci fa discutere ma che mi capita di invidiare. mi piace vederne due in un angolo, mi piace scivolare di conversazione in conversazione con l'illusione ogni volta di conoscerli un pochino di più. mi piace studiarli, ne parlerei sempre, adoro quando mi fanno sentire importante. vorrei piacere loro come loro piacciono a me: come un qualcosa di un pò diverso, come una di quelle storie che dici "chissà perchè stanno insieme". anche se non siamo poi così diversi. mi dà soddisfazione, a volte, sentirmi "di loro", condividere ricordi, momenti, tormentoni, storie buffe. forse è la loro schiettezza, la loro sincerità, quella loro carenza di filtri.
mi ricordo che in passato, con un'altra persona, ci chiedevamo se avessimo un posticino riservato, lì. e in chi. beh, gli anni passano ma a volte me lo chiedo ancora. perchè loro ne hanno occupati tanti, che quasi a volte non c'è posto per altri, che i nuovi se la devono vedere con loro. ed è assurdo, ma è inevitabile che l'amicizia con il tempo assuma diverse forme in un contesto del genere. e allora ci troviamo ad una mangiata in cui vengono tirati in ballo tanti sentimenti, e c'è un incrociarsi di sguardi da sentirsi un pò in un film. e vorrei prenderne qualcuno da parte ma è vietato, queste cose non si fanno, e quando si fanno è perchè è speciale, e il tutto si completa, seppur con spiegazioni sempre instabili. ma piuttosto una battuta.
perchè sono stronzi, immaturi, irresponsabili, prevedibili e mediocri, ma li ho visti cambiare e sono così fiera di ogni loro piccola conquista personale, sono così entusiasta dei loro passi avanti e sono contenta di avere fatto questo percorso insieme, anche se forse loro non si interrogano allo stesso modo sui miei, di cambiamenti.
poi succede che li trovo nella musica che ascolto, nei miei film preferiti, sono loro quelli che incontrerò a fare la spesa, da grande, e sarà un casino.
è con loro che parlo tanto di futuro, ma sempre in quelle forme che sembrano fatte apposta per non lasciare traccia, quando in realtà sono proprio dei solchi, che lasciano. è tra una birra e un montenegro che parliamo di due-tre-quattro figli, dei progetti di vita, deridiamo tra le righe i nostri sogni. però ovviamente concludendo con la cucina all'ikea, per stare sul sicuro. ma a volte è inevitabile torturare l'allegria, e ieri sera, negli occhi di quello che oggi compie un anno meno di trenta, stando attenti qualcosa ci si leggeva.
perchè io i loro occhi li ho ben presenti tutti, e son tutti occhi che bisogna starci attenti.
postato da: adelantegiu alle ore 18:22 | link | commenti
categorie: cronache sentimentali
sabato, 13 gennaio 2007

paranoie buffe

fino a mezz'ora fa ero in un locale con alcuni miei amici a combattere contro le loro solite affermazioni da maschilisti inaffrontabili, le loro prese di posizione assurde, i loro tormentoni che li fanno tanto ridere sulla "donnachiusaincucinacolfilospinato" e la loro ormai consolidata complicità.
in particolare sostenevano che, nel caso in cui si trovino ancora sprovviste di una storia importante, alle donne dai trenta in su prenda il panico, perchè sanno che di lì in poi per loro a livello fisico sarà un percorso in discesa. invece -dicevano- agli uomini succede il contrario: capello brizzolato, un presunto grado di maturità e qualche soldo in tasca li rendono ancora più attraenti anche agli occhi delle giovinette... niente acqua alla gola, quindi, per i latin lover che popolano questo mondo e che avanzando con l'età sprizzano fascino da tutti i pori.
insomma, provocavano ed esasperavano ed erano divertenti ed insopportabili. poi un discorso tira l'altro e ogni tanto distrattamente deponevano la loro maschera da omacci materialisti e porci e tradivano la loro -forse- vera natura, traspariva la loro voglia di stare "in balìa" di una donna altrettanto innamorata, altro che tagliatelle fatte in casa...
è stata una gran bella serata, ma mi succede che, mentre quando sono lì con loro rido, ribatto e mi interessa solo contraddirli e portare avanti le mie cause e farmi valere, poi in macchina, quando la Maru si abbiocca e non ho più nessuno da contraddire, riprendo in esame il discorso e mi sembra tutto più complicato e penso che l'acqua alla gola non ci venga soltanto a trent'anni quando il culo s'ingrossa, piuttosto ci succeda ogni volta che sogniamo in grande, che realizziamo quanto sia arduo trovare qualcuno che finalmente tutto s'incastra perfettamente, qualcuno che poi tutto diventa tutto più bello, qualcuno da scomparire dalla scena per un pò, qualcuno da perdercisi completamente in una storia. e anche in quel caso quel che è tremendo confessare è la consapevolezza che comunque non durerebbe per sempre, quella fase lì.
è per questo che sarebbe stato meglio non rimanere da sola stasera, piuttosto andare via con loro, a discuterne sì, ma ridendo di quegli sketch, facendo stupidi esempi e approfittandone per sfottersi a vicenda. fino allo sfinimento, ma sempre senza prendere l'argomento troppo sul serio.
postato da: adelantegiu alle ore 05:33 | link | commenti
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mercoledì, 10 gennaio 2007

colazione insieme

gli inizi, che meraviglia. quando si investe un pò tutto, si è convinti che andrà a finir bene oppure semplicemente ci si prova, ce la si gioca con il sorriso sulle labbra. il primo della settimana, del mese, dell'anno, il giorno dopo il mio compleanno. il risveglio dopo il primo bacio, e poi rimanere a girarsi nel letto.

postato da: adelantegiu alle ore 00:09 | link | commenti
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mercoledì, 03 gennaio 2007

degli auguri

oggi è quello di una persona che ha una vita che con la mia non si incrocia mai, una persona che conosco poco, che mi lascia chiaramente intendere che ha un bel ricordo, sì, ma che il passato ormai è passato, mica è invasivo, mica è curioso. una persona che non so se festeggi, nè con chi lo faccia, nè quanto spesso si ubriachi, nè perchè.
però c'è una cosa che mi auguro. vorrei che una canzone (eventualmente anche una canzonetta qualunque, commerciale, insipida, o intramontabile e noiosa, una ninna nanna, la sigla di un cartone, un ritornello facile ed insistente che sente per sbaglio passare per radio), qualcosa, insomma, ogni tanto faccia provare anche a lui quella sensazione di avere distrattamente lasciato qualcosa in sospeso, qui dalle mie parti. sarebbe un sollievo scoprirlo. sarebbe meraviglioso saperlo sorridere al pensiero della sua romagnola un pò di riviera. e invece chissà, magari pensa che io mi ricordi il compleanno di tutti.

postato da: adelantegiu alle ore 23:45 | link | commenti
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al cameriere e a tutti i romagnoli.

descriverla minuziosamente la sminuirebbe terribilmente, la renderebbe banale e insulsa, eppure sento il bisogno di parlarne, di mettere nero su bianco qualcosa, probabilmente spero che scriverne mi consoli. C'è quella tristezza di quanto finisce un viaggio e si fanno svogliamente le valigie per tornare alla normalità, c'è quella malinconia di quanto realizzi che così bene ci si sta solo una volta ogni tanto. E sempre per caso. Ma c'è anche quel caos di quando ho voglia di rivedere sempre lo stesso film, di notte. E quella voglia di ricordarsi tutto, compresi tutti i doppi sensi e le infamate in sigle e quel momento in cui ho pensato di dovermelo ricordare per tutta la vita. Difficilmente una giornata ti riempie, ti turba come della letteratura. Difficilmente ti destabilizza come una canzone in un momento di ipersensibilità, ti completa per poi lasciarti in un angolo più incompleta di prima. E confusa. Confusa non perchè ci sia qualcosa di poco chiaro, confusa senza sapere dove mettere le mani, che pesci pigliare: che importanza hanno le fotografie? che senso avrebbe rifarlo? Quando ne parleremo diremo cose scontate: si comincerà da milleottocento euro di viti e poi spereremo una volta o l'altra di vedere marciare napoleone davanti al cancello. Rideremo, rideremo così tante altre volte (e fino a quel momento limiteremo i danni), però poi riusciremo ad addormentarci. Invece stavolta sarebbe stato un peccato, lo sarebbe stato andare veloce in macchina, lo sarebbe stato svegliarsi riposati. Forse solo io l'ho vissuta così, forse solo io ho pensato che oggi non fosse per caso che c'era quel sole e quegli assurdi quindici gradi. D'altronde loro ridono sempre. Loro sono innamorati, e poi sono abituati a vederli passare, i matti del paese. Invece a me sentirli raccontare non solo mi divertiva. Come non solo mi divertiva sentire cantare "quiero una vida peligrosa". Come non solo mi divertiva vederli picchiarsi. Come non solo mi rilassava guardare il mare in questa giornata fuori posto.
Forse oggi Jack ci ha pensato solo di sfuggita. Forse appena salito sul treno Luciano si è addormentato. Forse Ilsupercarinissimo si è solo concentrato su di lei e su quella mano nel sonno e sul quel bacio nel mezzo della festa. E forse lei ha saggiamente deciso che domani si ritorna in carreggiata. Però può anche essere che Jack, mentre lavorava a stento, abbia sorriso ai suoi ventotto-ventinove anni, che Luciano non abbia chiuso occhio, può essere che Ilsupercarinissimo sia stato confuso quanto me e che lei abbia capito che questa giornata vale anche un fallimento, una bocciatura, uno schiaffo in faccia. 
Probabilmente sono solo una "sentimentale", proprio come il barista che oggi ci ha offerto il caffè in cambio di un abbraccio commovente, a volte ho il tremendo dubbio di volere lavorare con quei matti per farli tornare alla normalità, per ora vorrei solo lavorare nel loro bar, anche se forse ha ragione lei: forse se lo facessi sempre mi ubriacherebbe molto meno.

postato da: adelantegiu alle ore 19:17 | link | commenti (1)
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