nessuno mai che mi prenda e mi porti via. oggi ho sentito lievemente il Natale. poi ho scritto un messaggio ad un amico dicendogli che non sarei uscita di casa per via del freddo e lui non ha capito, ha pensato fosse una scusa, si è arrabbiato. ma come potevo spiegarglielo? non era una scusa, era semplicemente il succo di un discorso che non avrei potuto fargli. effettivamente oggi è stato così, ho rimandato la visita sottosforzo, ho scansato la cena degli ingegneri, ho saltato pure allenamento e non ho ceduto all'insistenza della franci che voleva la accompagnassi in centro: avevo freddo. stavo bene nella mia camera a lavorare con le mie pietre, qualche canzone, e basta. mi infastidivano perfino cellulare e computer, che infatti ho ignorato. ero assente, distratta, intorpidita, non avevo voglia di addentrarmi in pensieri impegnativi, nè di dare ascolto a quelle voci dispettose ed antipatiche che ogni tanto mi tormentano, non avevo voglia di studiare, nè che qualcuno passasse per un saluto. ero infreddolita, stavo seduta sul letto con le gambe incrociate e ben coperte, sotto il piumone. permettevo a mia sorella di tanto in tanto di entrare e sedersi accanto a me, di darmi un consiglio o provocarmi divertita. nient'altro.
la questione è semplice stanotte. è che sono un'invidiosa. invidio chi è in erasmus quest'anno, magari a Granada, chi sta per tornare a casa per Natale, magari di sorpresa, e quelli che sono ancora in macchina che si danno un bel bacio prima di scendere per andare a dormire. sto invidiando chi vive con altri studenti e in questa notte insonne continuano a riempire le loro tazze colorate e calde e a chiacchierare sul divano avvolti in una coperta. invidio quelli che vivono nei paesini, che hanno da sempre il loro gruppo e il loro bar, e possono andare e venire sapendo di poterci contare, di poter andare lì. invidio chi non ha mai fatto una dieta, quelli a cui l'alcool va alla testa subito, chi all'improvviso, passato tanto tempo, rincontra quello che è stato, forse, il suo più grande amore. invidio chi ha un amore lontano che non vede l'ora di rivedere, e conta i giorni, chi ce l'ha accanto che dorme, e lo guarda, chi ci sta facendo l'amore, chi ci litiga per gelosia, o per una sciocchezza, e poi invidio chi è su un treno lontano da casa con uno zaino in spalla, e ancora di più chi ha lo zaino in spalla e la mano nella mano della persona di cui è innamorato.
dunque, quanti ave maria per tutta questa invidia?