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domenica, 31 dicembre 2006

per me

...è arrivata ridendo perchè ride sempre, e adesso gioco e scherzo come lei, come quando invece di rispondere con un noioso sì invento storie assurde, prendo vistosamente in giro, confondo le idee, come le giapponesi di quel taxi in costa rica. Mi manca: vorrei averla accanto quotidianamente e il fatto che non ci sia talvolta mi rende triste, oltre che gelosa di chi ha la fortuna di starle accanto.
...è arrivato in un modo strano e scorretto, è stato antipatico e un pò stronzo, ha fatto una gran confusione, non s'è fatto capire per niente, mi ha messo a nuovo, ha avuto pazienza, e in qualche modo continua a stare qui, prepotentemente.
...sono arrivate insieme, anche se sono estremamente diverse, e continuo a coccolarle perchè una mi fa sognare con i suoi splendidi racconti veri, e l'altra è la seconda di "piccole donne", il libro. 
...è arrivato da un pò e ancora mi stupisce come spesso ci si intenda. E ci si sostenga, anche. Nonostante sia un qualcosa di apparentemente molto poco concreto.
...poi sono arrivati anche quelli delle gite, che io continuo a confrontarli coi miei preferiti. Diversi, troppo educati, ma piacevoli.
...lui invece è passato di fretta, più in fretta del solito, un giorno d'inverno (stavolta). Non si muove di un filo e anche se a volte mi risulta comodo che stia lì, io spero che presto in qualche direzione lui si muova. Comunque in teoria dovrebbe ripassare, io lo aspetto.
...è passato inaspettatamente, era di strada, così si è fermato un momento da me: ho avuto il tempo di realizzare nuovamente quant'è bello. E ce lo metto solo per quello, perchè lui è bello, è indiscutibilmente e compiutamente bello, e ci si sta bene. Chissà dov'è e cosa combina.
...è tornato cambiato, è tornato meno arrabbiato, più sereno e pieno di sorrisi e di baci sulle guance. E di ricordi perfettamente intatti: ce li ha rovesciati tutti sul tavolo, alzando un bel pò di polvere, ma soprattutto risate. Se ne va subito ma la tentazione di seguirlo, constatato che è così, è ancora più forte.
...è cambiato davvero, adesso lo prendiamo un pò in giro quello sbruffoncello dispettoso ed esageratamente provocatore (ok... STRONZO) che si dice essersene andato. Adesso c'è, ne sono gelosa e lo terrei sempre a braccetto.
...probabilmente sono andate. Sono ripassate e poi sono andate. Per scelta, una scelta di quelle su cui mi interrogherò, un pò sempre. 
...finalmente ci s'è provato. E' ancora presente, ma si finge un pò, ci si deve sforzare un pò.
...lei è rimasta quest'anno, si è fatta sentire, mi ha fatto incazzare, fa pessime scelte, è irrecuperabile, con mille fobie e mille fisse infantili e sciocche e tutte le insicurezze possibili ed immaginabili. Presente, fortemente presente, con la mia collana rosa e viola e una bambina, adesso.
...e lei bene che mi fa incazzare, però quando non studia ci puoi giurare che è di fianco a me, la puoi trovare lì, perchè non mi abbandona mai. E' un punto fermo.
...e poi tutti quelli in Spagna, l'indimenticabile Paolino della Maru, quella che chiamerò la prossima estate dal terrazzo della cucina (poi dall'altra parte sbucherà una Franci, non abbastanza esausta e preuccupata, che provvederà tempestivamente a contenere il mio delirio...), una che se ne va a Genova (va là che la và par te, Roby), uno che mi ha promesso un viaggio "che poi, quando siamo là, ci possiamo anche innamorare". Quello che in scooter, a Pisa, mi sentivo in "ora o mai più" e mi sono divertita un sacco, e infine quello, completamente frutto della mia fantasia, a proposito del quale per un mese ho vaneggiato...  
Insomma, via, quante cose sono successe quest'anno, anche se a volte sembra il contrario. Quanti aerei, quante volte far gli scatoloni "e via andare". Quanta gente, quanti caffè, quanti malintesi, quanti errori, quanto fumo, quanto ridere. Ma quanto...
Ed è ovvio che saltuariamente io mi sia sentita terribilmente sola, triste, stanca, brutta, sbagliata, sballata, derisa, disgraziata. Potrebbe essere diversamente, in un anno?
Beh, complimenti, duemilaesei.
 
 
 
 
postato da: adelantegiu alle ore 03:34 | link | commenti (3)
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venerdì, 22 dicembre 2006

magari domani

nessuno mai che mi prenda e mi porti via. oggi ho sentito lievemente il Natale. poi ho scritto un messaggio ad un amico dicendogli che non sarei uscita di casa per via del freddo e lui non ha capito, ha pensato fosse una scusa, si è arrabbiato. ma come potevo spiegarglielo? non era una scusa, era semplicemente il succo di un discorso che non avrei potuto fargli. effettivamente oggi è stato così, ho rimandato la visita sottosforzo, ho scansato la cena degli ingegneri, ho saltato pure allenamento e non ho ceduto all'insistenza della franci che voleva la accompagnassi in centro: avevo freddo. stavo bene nella mia camera a lavorare con le mie pietre, qualche canzone, e basta. mi infastidivano perfino cellulare e computer, che infatti ho ignorato. ero assente, distratta, intorpidita, non avevo voglia di addentrarmi in pensieri impegnativi, nè di dare ascolto a quelle voci dispettose ed antipatiche che ogni tanto mi tormentano, non avevo voglia di studiare, nè che qualcuno passasse per un saluto. ero infreddolita, stavo seduta sul letto con le gambe incrociate e ben coperte, sotto il piumone. permettevo a mia sorella di tanto in tanto di entrare e sedersi accanto a me, di darmi un consiglio o provocarmi divertita. nient'altro.

postato da: adelantegiu alle ore 04:17 | link | commenti (2)
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mercoledì, 13 dicembre 2006

04:30

la questione è semplice stanotte. è che sono un'invidiosa. invidio chi è in erasmus quest'anno, magari a Granada, chi sta per tornare a casa per Natale, magari di sorpresa, e quelli che sono ancora in macchina che si danno un bel bacio prima di scendere per andare a dormire. sto invidiando chi vive con altri studenti e in questa notte insonne continuano a riempire le loro tazze colorate e calde e a chiacchierare sul divano avvolti in una coperta. invidio quelli che vivono nei paesini, che hanno da sempre il loro gruppo e il loro bar, e possono andare e venire sapendo di poterci contare, di poter andare lì. invidio chi non ha mai fatto una dieta, quelli a cui l'alcool va alla testa subito, chi all'improvviso, passato tanto tempo, rincontra quello che è stato, forse, il suo più grande amore. invidio chi ha un amore lontano che non vede l'ora di rivedere, e conta i giorni, chi ce l'ha accanto che dorme, e lo guarda, chi ci sta facendo l'amore, chi ci litiga per gelosia, o per una sciocchezza, e poi invidio chi è su un treno lontano da casa con uno zaino in spalla, e ancora di più chi ha lo zaino in spalla e la mano nella mano della persona di cui è innamorato.
dunque, quanti ave maria per tutta questa invidia?

postato da: adelantegiu alle ore 04:30 | link | commenti (2)
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