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giovedì, 12 ottobre 2006

quotidianità

sono inquieta. non c'è niente in particolare ma ho un sacco di pensieri, di mezzi pensieri, di abbozzi di pensieri e non riesco a formulare nè ad identificare nulla, però non sono "leggera", o come si suol dire, "spensierata". passo le mie giornate nella città in cui studio per scelta. una scelta che sostengo fermamente, perchè insomma, uscire di mattina e trascorrere la mia giornata fuori casa, tra ore di lezione, ore in sala-studio, pranzo in mensa in compagnia e una lunga serie di caffè, non può essere nient'altro che costruttivo ed utile. insomma, diversamente starei in pigiama tutto il giorno, dormirei una quantità di ore spropositata, non combinerei nulla, cederei all'esagerazione di attrazioni e distrazioni che offre il mio nido, litigherei con i miei genitori e non frequenterei altri baldi studenti e giovincelli come me.
però, quando sono lì a vagare per l'università da sola, per la maggior parte del tempo mi sembra di tirare a sera. sarà perchè sui libri ci sto solo fisicamente, sarà perchè dalla mia sediolina dentro all'aula mi alzo in continuazione con scuse che non reggono per andarmi a sedere con un caffè su una panchina o sulle scale a fissare il vuoto per delle mezz'ore. insomma, il fatto di stare tutto il giorno tra quelle mura invece che portarmi dei trenta mi porterà all'esaurimento.
evidentemente i libri mi stimolano la fantasia. nel senso che quando mi ci trovo sopra arrivo a pensare a qualsiasi cosa tranne alla materia che ho per le mani. me lo sono chiesta eccome, non sarà mica che ho sbagliato facoltà? uhm. no, perchè poi in realtà io credo di essere portatissima e interessatissima alla psicologia, a volte certe lezioni mi esaltano proprio (a volte) e i tirocini ad esempio li vorrei fare tutti.
beh, ci sono persone a lezione che fanno domande che io ci rimango sempre un pò di merda perchè si capisce proprio che sono appassionati, che non ci dormono la notte se si perdono un passaggio e che vogliono approfondire, discuterne e sviscerare l'argomento. beh, per la cronaca, io non faccio parte di quella categoria. insomma, io non ho neanche mai preso un trenta. però la psicologia mi interessa.
ma c'è poco da fare, mi distraggo in continuazione. raramente sto realmente concentrata su quello che sto leggendo per un'ora intera. attualmente mi distrae lui, ovviamente. quando entra, esce, passa, tossisce, quando so che c'è e quando non c'è ma magari potrebbe arrivare, quando c'è la sua macchina ma non lo vedo, quando la macchina non c'è ma potrebbe averla parcheggiata da un'altra parte. ma questo è temporaneo e davvero di poca importanza, è curiosità, è fantasia, è il mio solito "innamorarsi" di qualcosa o di qualcuno e di metterlo per un attimo al centro dei miei pensieri, diventando quasi patologica. ma so che passa, e onestamente è anche abbastanza divertente e mi riempie le ore.
il problema è un altro. che poi passo ore a riflettere sul mio modo di affrontare questa mia "debolezza". insomma, io sono un'egocentrica del cazzo, fondamentalmente. sono sempre al centro dei miei pensieri, il mio modo di essere, di affrontare le sfide, le difficoltà, gli eventi quotidiani, una passione per un ragazzo sconosciuto. faccio in continuazione dei bilanci, analizzo i miei sbalzi d'umore, le mie reazioni, il mio passato, i miei sbagli, quello che non mi soddisfa di me, le mie inesauribili paure.
beh, e poi probabilmente quella lunga serie di caffè, quella che scandisce il mio scorrere della giornata, beh, quella lì mi sa che non aiuti.
postato da: adelantegiu alle ore 01:18 | link | commenti
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domenica, 08 ottobre 2006

"non lasciamo che trabocchi: vieni, andiamo, andiamo via"

No, no, no, la parola sognatrice no. Ormai è in tutti i brodetti, si è svalutata, e poi vuole dire troppe cose. Poi è una parola troppo seria, un pò ad effetto. Io invece in questi giorni sono solo una che si fa dei gran viaggi.
Sono una che ha ripetutamente notato uno, in un posto, e questo uno ha i capelli ricci e un viso un po’ sciupato, è alto e un po’ zingaro, fuma e sta spesso in solitudine. So poco altro di lui, mi piace la sua voce e come si guarda intorno. Dimostra una manciata d’anni in più di me. Me l’hanno descritto come stronzo, inaffidabile e falso. Me l’ha descritto uno che dice delle gran stronzate. Saltuariamente ci salutiamo, ci salutiamo un po’ indecisi, come si salutano due che non sanno se salutarsi perché di vista ormai si conoscono ma non c’è stata nessuna presentazione ufficiale né niente che ci abbia permesso di socializzare. Non mi ha venduto niente, non saprei che appunti chiedergli, né abbiamo mai parlato del tempo. Qui finisce la realtà. Anzi no, sempre nella realtà c’è anche da aggiungere che quando esco con il rischio di incontrarlo i miei tempi docciavestiticollanacapelli raddoppiano, puntualmente. E se ho l’occasione, e se non l’ho me la creo, parlo di lui nonostante non ci sia niente da dire a proposito. Però, per fortuna, con certe persone posso parlare anche di cose di cui non ho niente da dire.
Dieci righe, poco più, per descrivere come stanno le cose. Eppure attorno a dieci righe di realtà si può tessere all’infinito, fantasticare come in un tema libero, ci si può lavorare talmente tanto sopra da riempire ore ed ore. Da riuscire ad estraniarsi dalla realtà continuamente, e non solo di sera, nel letto.
Razionalmente nello sviluppo di un qualcosa con lui da zero a dieci ci credo tre e mezzo, e stasera poi ho i capelli puliti tutti animati e sono carina ed ottimista. Esageratamente direi. Perché in quel tre e mezzo ci dovrebbe stare troppa roba, e lo so, lo so, non è che ho perso la testa. E quel punteggio si restringe sempre, di giorno in giorno, cozzando con l’idealizzazione che si fa spazio facendo strage di ciò che incontra al suo passaggio.
Per questo stasera, quando sono rimasta sola, sarei voluta andare là, là dove c’era lui che probabilmente stava lavorando, insomma, sarei dovuta andare là e sorridergli, salutarlo un po’ meno indecisa, avrei dovuto chiedergli come sta, se aveva da cambiare cinque euro, oppure una sigaretta, chiedergli se ascolta Guccini, cosa vuole fare da grande, avrei dovuto dirgli che mi hanno parlato malissimo di lui, che mi piace decisamente di più con i capelli legati, che oggi sono andata al cinema e ho visto un film che gli sconsiglio proprio, perché io non ci ho capito nulla e mi sono pure innervosita, secondo me la trama era troppo intricata, c’erano troppi nomi tutti uguali e si perdeva il filo, anche se ad essere sincera io ero un tantino distratta perché pensavo in continuazione al mio appartamentino nuovo, alla mia migliore amica che domani ha un esame noioso, al discorso serio che mi hanno disonestamente proposto i miei oggi e a quando io e lui andremo in vacanza in India. Beh poi insomma se in India c’è già stato e preferisce un’altra meta magari gli avrei fatto capire che sono disposta a scendere a compromessi, però senza sembrare una che cede a qualsivoglia suo volere, perché insomma, un po’ d’orgoglio, fargli subito capire che ho le palle…
Ovviamente sono tornata dritto a casa chiedendomi se anche questa volta andrà come in passato, se anche solo uno dei miei viaggi si tramuterà in realtà, se il suo nome a lungo termine lo assocerò a qualcosa di rilevante o se, come spesso accade, lo ricorderà meglio la Marti di me. “Dai, quello che per un mese non hai parlato d’altro che di lui, dai, quello che dicevi che era il secondo più bello del mondo dopo Johnny…”. Va beh.
È che a volte prende il panico peggiore, quello del tempo che passa. Sei lì in pieno viaggio e ti senti un nodo in gola, una leggera sensazione di malessere, e ti chiedi fino a che punto ti sia di sollievo il fatto che sei ancora nei tempi, che un po’ tutti i viaggi si possono potenzialmente definire realizzabili. “In un certo senso, chiaro, se la situazione oggi è così, abbastanza favorevole, domani non cambierà di molto, anzi sicuramente succederà qualcosa di significativo per cui io adesso posso calmarmi e non sentirmi in dovere verso la Mia Vita e la Mia Coscienza di fare nell’immediato qualcosa che cambi il corso della Mia Storia.”. Sicuramente infatti andrà così.

postato da: adelantegiu alle ore 23:59 | link | commenti (1)
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