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giovedì, 21 settembre 2006

un diamante è per sempre

ma io me ne rendo conto perfettamente di essere saltuariamente un pò infantile, per carità. e può risultare fastidioso e un tantino indegno quando perfino degli sconosciuti, nella sala d'attesa di un dentista, mi domandano chi sia la piccola delle due.
e mia sorella, sfoggiando la sua elegante ferraglia in un sorriso ironico e divertito, "l'ho accompagnata perchè ha paura.."
però mi piace questa mia anima fanciullesca anche quando succede che per due giorni consecutivi vedo uno tutto riccio riccio con una maglia verde in sala-studio e al terzo giorno, al suo "hai da accendere?" proprio rivolto verso di me, mi ci immagino una vita insieme e comunico al resto del mondo che sì, finalmente anch'io mi sono proprio innamorata.
e adesso se posso scegliere, mi piacerebbe si chiamasse francesco o filippo. bisogna che lo scopra perchè prima mi ero immaginata una nostra litigata furiosa ma nel bel mezzo del mio urlare isterico avrei dovuto scandire incazzata il suo nome e invece, ignorandolo, mi sono bloccata. e alla fine non sembravo nemmeno realmente arrabbiata.

postato da: adelantegiu alle ore 17:52 | link | commenti (1)
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lunedì, 18 settembre 2006

stamattina mi sono svegliata alle sette, ero un pò agitata. sono stata a lungo combattuta sull'abbigliamento poi fortunamente è comparsa una combinazione di gonna, stivali e maglietta che mi ha convinto. ho fatto colazione con mia sorella, senza abbuffarsi scandendo i minuti, nè fissando il vuoto in preda al sonno, anzi piuttosto fresca e lucida. siamo partite quasi in anticipo e ci avanzava il tempo esatto per fare tappa al forno a comprare una merenda invidiabile da consumarsi all'intervallo. siamo arrivate e gli altri erano là in fondo alla destra del portone, qualche viso abbronzato, poi mi è saltato immediatamente all'occhio che alcuni si sono un pò alzati, l'elena e la lucia si sono tagliate i capelli, adesso li portano corti e mia sorella dice che stavano meglio prima. secondo me no.

avrei detto che tutti indossavano qualcosa di nuovo. qualche sorriso tradiva la voglia di ricominciare, nonostante, sono convinta, ieri sera la maggior parte rispondesse col broncio a mamme e nonne e parenti vari che insistentemente domandavano ai fanciulli quanto fossero scontenti di ritornare a scuola.
io non sono potuta entrare. l'ho dovuta aspettare a casa, alle due, ma quando è rientrata e ha buttato lo zaino all'ingresso ho realizzato che in un certo senso anch'io stamattina ero stata a scuola, perchè avevo tutte quelle sensazioni fresche fresche sulla pelle, e oggi pomeriggio mi sarei messa a fare del compito, perchè io cominciavo sempre alla grande, e avrei avuto lo zaino pronto prima ancora che facesse buio.

non ho resistito, e gliel'ho detto, che avrei voluto essere al suo posto. proprio "ah, che bello andare a scuola", quelle frasi banali e un pò tristi, da grande, come se non mi piacesse gestirmi autonomamente e svegliarmi tardi e avere tutta questa libertà e un pò più di responsabilità. come se rimpiangessi stress, brutti voti e il tedesco.
è che l'ho dovuto dire. c'era quel chiacchierio e quell'eccitazione nell'aria, che gliel'ho proprio dovuto dire.
postato da: adelantegiu alle ore 22:47 | link | commenti
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venerdì, 08 settembre 2006

noi in particolare

sarebbe diverso se fra una settimana dovessimo sbattere tutti i nostri nasi, l'uno contro l'altro. la scuola insegna che non si può scappare, ignorare, distrarsi, lasciare passare. perchè qualsiasi cosa ti succeda, qualsiasi ferita laceri l'orgoglio di un'adolescente senza difese, lei la mattina dopo è lì che si deve presentare. può stare a testa bassa, può aspettare la campana per correre al suo phantom coi i paraocchi, può piangere nel bagno, può chiedere di cambiar banco, ma fatto sta che è lì che deve stare, in prima linea. e non ci sono mal di stomaco o crisi di panico che reggano.
invece dopo cambia tutto, l'animalino fastidioso non ce l'hai più in casa, ma è in giardino. e c'è spazio, e c'è tempo e puoi fare finta di dimenticartene, di non badarci, che non ti interessi, che non faccia danni.
dopo, a mente fredda mentre guidi cantando, sei tu che stili l'elenco delle priorità, non sono più le priorità che ti vengono addosso.

postato da: adelantegiu alle ore 14:53 | link | commenti
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