se non io, chi? se non ora, quando?

Chi sono

Utente: adelantegiu

Links

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
martedì, 25 luglio 2006

un gran bel tre stelle

in realtà questo lavoro non mi dispiace. inevitabilmente a volte è insopportabile vivere per tre mesi all'interno di un albergo, dover essere sempre a disposizione per i problemi, più o meno pratici, di un centinaio di persone, dover ragionare con quella distorta filosofia per cui il ciente, pagante, ha sempre ragione. mi risulta piuttosto arduo certe mattine, a cinque-dieci minuti dal risveglio, non riuscire a nascondermi completamente dietro alla macchina del caffè e di conseguenza dovermi mettere nei panni del cliente che si aspetta da me, vedendomi dietro al bancone del bar, se non altro un buongiorno, senza essere al corrente che io, a quell'ora, faccio proprio fatica a pronunciarla, quella decina di lettere, ho solo voglia di tenere gli occhi semichiusi, mischiare il mio caffè con lentezza e riuscire a smettere di pensare al mio letto e a quanto desidero accovacciarmici un altro pò. 
segue il livello successivo, quello in cui sfoglio la repubblica e leggo il mio michi, livello che ancora precede di qualche minuto l'essere in grado di emettere suoni.
nonostante la gioventù scarseggi e certi quadretti familiari saltuariamente mettano tristezza, anche qui ci sono persone di passaggio che vale la pena soffermarsi ad ascoltare. in un hotel dove continuamente la gente va e viene, gente con cui difficilmente raggiungo un appagante livello di confidenza, si individuano talvolta persone che, pur senza conoscerle decentemente, magnetizzano, regalano qualcosa, stimolano all'ascolto, fanno riflettere. a volte è una storia che raccontano, altre è il modo di fare, di sorridere, o un commento alla tua musica.
 
ieri la francy, dal suo ufficio, ha notato che un attempato signore di imola vagabondava incuriosito intorno al bancone del bar, cercava di sporgersi per osservare meglio la macchina del caffè. di conseguenza, puntualmente, ha risuonato per la sala un "ha bisogno?", squillante, gentile.
lui, altrettanto gentilmente le ha risposto che no, che stava solo guardando.
 
poi oggi mi ritrovo ferma, con la mia mamma, di fronte all'ascensore, ad ascoltare incantata questo signore parlare, con gli occhi lucidi, del bar che ha gestito per trent'anni, insieme ai due fratelli e alle rispettive mogli. nessun giorno di riposo, si lavorava dal lunedì alla domenica, facevano anche i tortellini, c'erano i biliardi. e 16 tavoli, che non ricorda di aver mai visto tutti vuoti.
occhiali, un sorriso eloquente e il dialetto nel mezzo. ha continuato a parlare delle sue manie, delle sedie che non riesce a non mettere a posto, anche in questo bar. trent'anni di sacrifici, si apriva alle 8 della mattina per poi chiudere alle 3 di notte.
la moglie, decisa, "adesso piuttosto mi ucciderei". lui però non annuisce, si copre il viso con le mani, con un gesto stanco, toccante.
racconta che, poi, una volta giunti al limite, stremati, hanno deciso di affittarlo, il bar, per godersi la vita, "una bella vita".
però nel giro di tre anni, al momento di sfruttare la casa in montagna e il tempo libero, sono morti entrambi i suoi fratelli. uno addirittura qualche giorno dopo la consegna agli affittuari. 
"di stanchezza", ha aggiunto la moglie.
ho pensato che mi piacerebbe scoprire davvero, in una conversazione intima, tutto quello che c'è dietro a quel dolce e malinconico sorriso.
postato da: adelantegiu alle ore 03:16 | link | commenti (1)
categorie: cronache dal grandhotel
venerdì, 07 luglio 2006

forse sfumerà rapidamente. ma sto bene. ad una settimana dal rientro sono contenta quando mi guardo intorno. mi faceva paura, prima. dal di là. così mi attaccavo un pò dove potevo. per fortuna mi sono accorta in fretta di quanto l'appiglio fosse sbagliato. 
claro, qualcosa manca sempre, por suerte, però mi piace la gente che mi gira attorno. mi sembra di non metterli più in fila, come se svelando quello strano meccanismo qualcosa fosse cambiato. o insomma, ci provo. non ho nessuna intenzione di allontanare, di mantenere le distanze, a priori. chi c'è c'è. che poi si tratti solo di un caffè o di una settimana è uguale. è giusto anche per chi c'è sempre, che non si faccia carico di tutto. insomma, saranno cazzate, però questa settimana è stata splendida, per un pelo incompleta, ma splendida.
belle, tutte queste facce. quello che prima mi faceva soffocare ora mi dà idea di completezza. sarà transitorio, senz'ombra di dubbio, ma ora me lo godo. buttando, di tanto in tanto, un occhio.
qui: http://www.volontariato.org/volontariatoMT.htm.
postato da: adelantegiu alle ore 02:00 | link | commenti
categorie: