quattro scarafaggi stasera, due in bagno e due in cucina. dei due in bagno uno appena sopra allo stipite della porta, roba che mi sono sentita incastrata dentro, senza via di scampo. l'altro fra le pieghe della tenda della doccia. che io poi non la vivo più tranquillamente. entro nelle suddette stanze nervosa, coi muscoli tesi, gli occhi sbarrati e il radar attivato. e, a qualunque attività mi stia dedicando, il radar rimane in funzione, e così scorgo ogni minimo spostamento di luce, davanti, di fianco e dietro a me. angosciante.
ma un ulteriore problema che non posso ignorare è che ho scoperto che le messicane dell'appartamento sotto, una notte di qualche mese fa, rientrando da non so dove, si sono trovate di fronte qualcosa come una sessantina di quei piccoli mostri marroni. ovviamente sono fuggite a dormire altrove e nel giro di poco è intervenuta la disinfestazione. ma io come posso stare serena con un'immagine del genere impressa nella memoria?
ah ma io non sono mica una sprovveduta. ne ho lasciato in vita uno dei quattro, gli ho detto "tu sopravviverai, perchè devi portare un messaggio ai tuoi...
Per una ventina di giorni non fatevi vedere, o non risparmierò nessuno. poi invece dai primi di luglio la casa è vostra, con tanti cordiali saluti all'amichevole dueña.
e adesso scappa, prima che cambi idea."
i crucchi hanno delle carenze, che per quelle non si può mica studiare. una crucca pensa sia accettabile, alle 9.00 della mattina, solo perchè lei è reduce da quelle tre-quattro ore di palliativo studio mattutino, attaccarsi al campanello della sua amica crucca finchè qualcuno non le dice, con una voce che non lascia spazio all'immaginazione, "no està en casa. nonc'èporcadiquell########". che io non sopporto chi si attacca al campanello di prima mattina.
"vale,gracias".
che è questo il problema più grosso.
non dice "entshuldigung, ich bin eine ---" e una serie di invettive contro sè stessa, non escogita una missione del tipo "briosche e cappuccino per redenzione" (nè una meno fantascientifica "napolitana y cafe con leche") e per realizzare un mio desiderio e ottenere il perdono sfreccia sulla sua superbici come una supercrucca stremata dai sensi di colpa. no.
nemmeno un "perdona", "scusa", "sorry".
vale, gracias. serenamente, così.
buongiorno, crucca.
ho
voglia
di
tornare
a
casa
qui lo dico e qui lo nego. oppure basterebbe specificare che ho una fottutissima paura di sentirmi soffocare e voler scappare, via.