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venerdì, 24 febbraio 2006

un sorriso

un bar, un tavolino e due caffè. lei dolce, lui salato. lui per fame, lei perchè la vetrina dei dolci fa più gola e poi la fame non si sente proprio. chiaramente l'università, i coinquilini, la pulizia, la famiglia, i treni, il ritardo, le elezioni, le speranze. gli occhi cominciano a farsi spazio, il mento ad alzarsi, ci si muove a proprio agio, una mano tra i capelli. si prendono in giro, finalmente. che colore è questo? come lo vedi? che ridere, che lo credi verde! e poi la tira fuori, come se parlasse ancora di niente, senza soffermarcisi con nessuna parte di sè. ma deve averci pensato, a come chiamarla. lei sorride e fa proseguire. lui finisce la frase, torna con sicurezza e freschezza a parlare dell'inquinamento. lei prova a provocare con quelle poche armi che ha imparato ad usare, ma le parole no, non ha senso. una risata di gusto, soffermarsi un attimo sulle labbra, quelle originali, che poi ritrova sempre in giro, davanti a lei in treno, alla televisione, fra una parola e l'altra. però è un attimo. la bottiglia è finita, il tempo è scaduto, non si può rivoltare la clessidra, tutto è rimasto in sospeso. un'altra volta. o forse niente, dipende dai giorni, dal sole, dallo spazio che c'è, dalle canzoni che girano. un bacio a destra, uno a sinistra, lui si volta una volta soltanto per regalarle una banalità. e un sorriso schietto, l'unica cosa vera di tutto l'incontro, perchè ormai è andata, il gioco è fatto. alla prossima.

postato da: adelantegiu alle ore 04:45 | link | commenti (1)
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mercoledì, 22 febbraio 2006

credo che -ho ancora la forza- sia la cosa che sento più mia in assoluto
postato da: adelantegiu alle ore 04:15 | link | commenti
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martedì, 21 febbraio 2006

a volte credo solo alle lacrime, che stronza. non è che io creda che siano tutti falsi, tutt'altro, anche perchè sto parlando anche e soprattutto di me, però insomma, il recitare, pirandelliano e non, mi affascina e mi infastidisce. mi ammalia e mi perseguita minaccioso. perchè siamo sempre sul limite, sul confine. e le lacrime e le risate sguaiate e la persona che si addormenta e le guance arrossate, mi sembrano cose genuine. e cazzo adoro quando sono sentimenti talmente reali e prepotenti che non ci sono dubbi. anche la gelosia a modo suo, brutta bestia per carità, però quella vera, quella che ti comporti di merda e non ci puoi fare niente, beh, quella viene dal fegato, dal cuore, dallo stomaco, non lo so. forse è istinto contro razionalità, o forse sono troppo scettica, ma è un continuo immaginare e calarsi nella parte, essere attori e registi, perchè comunque fondamentalmente la vita è noiosa, sono pochi i momenti intensi, quelli che tutto di te è schietto, a partire dagli occhi. quelli che non ci puoi fare niente, che non ti comandi più. perdi il controllo. quelli in cui non ti racconti per il gusto di raccontare, ma per forza di cose, non hai alternative, sei travolto. e quando lui aveva lasciato lei e andava in giro dicendo "sono triste" e ridendo sotto i baffi, beh, l'ho adorato, inconsapevolmente era un ironizzare tutt'altro che spicciolo. è un riempirsi la vita, giocare, come quando hai tre anni e il tuo babbo è il cavallo, e come quando ne hai quindici e continui ad ascoltare "ho messo via", che lui non sa chi sei, ma tu non puoi vivere senza di lui. e ci credi, davvero, che sia tutto. ma da che profondità emerge quel film lì? che se davvero non riesci a metterlo via, poi quella canzone non l'ascolti più. 
e allora è sempre stata una mia battaglia personale quella di risalire alla sorgente, e dunque forse mi piace perchè non ho nessuno, e forse non mi piace perchè ho paura, e forse lo tiro indietro verso di me perchè è egoisticamente piacevole che sia innamorato, e non mi sento in colpa. e cavo maschere su maschere, le mie e quelle degli altri, che a volte non capiscono, o io non li capisco, perchè stanno davvero male. nel loro racconto forse, per un altro motivo forse, ma se hanno scelto quella maschera con la bocca all'ingiù un qualcosa ci sarà. ed ecco che emerge quella domanda che faccio sempre a tutti, che mi ossessiona. e che mi faccio in continuazione. ma non è solo questione di essere sinceri con sè stessi, è uno continuo sfilare maschere, convinta che prima o poi finiranno anche loro. è che a volte è questione di impostazione mentale, spesso sono cose che gestisci. è quello che c’è dietro che morbosamente mi attrae, in ogni cosa che scrivo, per ogni cosa che dico, c’è quella che sono, quella che voglio essere, quello che ascolta, quello che legge, quello che ho sentito dire e i moderati e gli estremisti, e la destra e la sinistra e il centro. il fa e l'è, intellettuale, oca. Il perseguimento di una perla avvolta da carta di giornale, giorni, mesi, anni di carta di giornale.
però a volte ti tremano davvero le mani. e quando davvero piangi, sono sicura che le maschere si sciolgano e scivolino via.

 

 

 

postato da: adelantegiu alle ore 02:51 | link | commenti (1)
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lunedì, 20 febbraio 2006

una canzone

gioco, cammino sul bordo del marciapiede mettendo un piede davanti all'altro con le braccia larghe per mantenere l'equilibrio, mi sbilancio a destra e poi a sinistra, c'è una bolla di sapone tutt' intorno, noi siamo dentro e gli altri sono fuori, e si solleva e rimbalza e il sole la riscalda. faccio il giro lungo per tornare a casa, che lei continua ad andare. posso anche piangere, che gli altri sono fuori dalla bolla. e torno indietro, e lo vedo che arriva, e poi ci siamo di nuovo, dice "nel buio non lo volevi ma ti teneva sveglia per ore". chissà cosa penserebbero a vedere le lacrime e il sorriso, ma io sono dentro alla bolla, non mi interessa.
ed è tutto per merito suo, giuro, tutto: non solo la bolla, ma anche il sole. davvero. e poi mi infilo tra la folla, nel mezzo del marciapiede questa volta, scarto le facce, ma le mani adesso pressano sugli auricolari perchè voglio che non scorra niente tra me e lei, perchè voglio di più, voglio da lei tutto quello che posso avere.
e quando la bolla scoppia continuo a ridere, perchè riesco ancora a stupirmi per il potere di una canzone

postato da: adelantegiu alle ore 19:33 | link | commenti
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lunedì, 13 febbraio 2006

non so se capiti anche quando ne hai trenta, quaranta o cinquanta, perchè poi i problemi sono di diverso genere ed entità, però a venti capita, raramente, ma capita. insomma, succede che, guidando per la città deserta una macchina che si guida incredibilmente bene e in cui l'audio è ottimo, sembri facile. forse non proprio facile, però liscio. non tutto in realtà, parlo di me, del filmino in cui sono l'attrice protagonista e il cameraman mi segue ventiquattro ore al giorno senza truccatori o comparse zoomando solo sui miei occhi e sui miei pensieri.
(anche perchè poi attualmente uscire dal proprio recinto per buttare un occhio, ad esempio, al paese, beh, è veramente triste, altro che liscio. è triste, frustante e demotivante.)
però stasera stavo pensando a me, alle mie piccole sfide quotidiane, a quel continuo cercarle le mie paure, e quando hanno abboccato tirarle su, fuori dall'acqua, e trovarsele di fronte da affrontare.
e insomma, pare che quello che è andato bene sia andato decisamente bene, ciò che è andato meno bene, beh, comunque sei contenta.
e ti annullano un concerto che sapevi fosse un indispensabile bombardamento di emozioni da prima fila (liga se scopro che eri a san siro ci sto di merda e abbiamo chiuso), però, però va beh, vorrà dire che sarà una scusa in più per bere un paio di birrette con la crucchetta, il 20 di febbraio. e un brindisi sarà per mamma, babbo, maru e merlo lì a cantare le tue canzoni. che sai che loro sono lì per causa tua, tutti e quattro, per anni ed anni di "no adesso zitti e ascoltate bene sta canzone, davvero, silenzio, dai. masentiquidioboseèbella". ma soprattutto un brindisi sarà alla mia bambina e al suo primo concerto. beh a dirla tutta adesso mi pesa non essere con lei, ho quasi gli occhi lucidi, sarà la stanchezza, però per essere alla sua prima comunione ho saltato un torneo di pallavolo non indifferente, con tanto di trasferta in pullmino da morire dal ridere...
la mia bimba l'avrei voluta prendere in braccio e cantare insieme quelle due-tre che conosce, come piccola stella senza cielo, che se un giorno mi dicesse "l'ha scritta per me" credo che le direi ridendo "ma stai scherzando, dieci anni di ritardo amore mio" , però sotto sotto questa volta non ne sarei gelosa, gliela lascerei, lei è l'unica che se me lo chiede le cedo anche l'ultimo morso di pizza, il centro, quello più buono. beh, non sempre, sia chiaro...
mi piace questo andare e venire, non stare mai ferma, prendere treni, aerei, guidare, ridere, vivere. mi piacciono questi cambi repentini di ambientazione, di abitudini, e ciak, adesso si gira qualche scena in spagna. e insomma stasera mi sembrava tutto liscio. mi sembrava che quello che ancora non va, beh, stai tranquilla Giulia, andrà. mi sembrava che i fantasmi, gli scheletri degli armadi, beh, che si fossero fatti un giro. 
fondamentalmente scrivo sempre le stesse cose, per ora ogni volta emerge che è un bel periodo, poi qualcuno ne trae conclusioni, dice che sono cresciuta, vedremo al prossimo basso. fatto sta che adesso vado a dare un bacio alla mia bambina che dorme, mi stendo un secondo con lei, che a volte nel sonno mi spinge via, altre mi abbraccia, altre ancora non reagisce, raramente parla. poi torno di qua, mi guardo in giro, sfoglio un libro, metto la sveglia.
quando sto male mi fa paura il tempo che passa, ma forse, se ci penso, quando sto bene me ne fa ancora di più.
postato da: adelantegiu alle ore 03:11 | link | commenti (1)
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lunedì, 06 febbraio 2006

è che stavo pensando a lei. che mi dispiace tantissimo sentirla così, ma è come essere bloccati, c'è una linea per terra, lì nel mezzo, e oltre sembra proprio che non si passi. suona l'allarme, su le antenne, passo indietro. oh come la prenderei e le parlerei ed andrei avanti e poi ancora finchè non le ho cambiato tutto lì dentro, vorrei mettere al loro posto quelle masse ingombranti che a me sembra così palese dove vadano. prima di tutto lui va a cagare, ma seriamente però.
forse è "deformazione professionale" ma faccio sempre una capatina dalle parti "rapporti con genitori". è più forte di me, e a volte ci trovo un senso compiuto, pur nella mia ignoranza.
ma cazzo, non possiamo dargli tutta questa colpa, che nelle persone sensibili hanno troppo peso. beh, di colpa a volte non si può proprio parlare. di peso, ahimè, sì.
e insomma, non so più come dirglielo, che deve reagire, non bastano più tutte le nostre frasi delle nostre canzoni, non bastano più le infamate, non contano le minacce e le provocazioni, è inutile che le dica e le ripeta che non ha rispetto per sè stessa, che ha annullato tutto l'amore, quel pò di stima, e tutto quello che ti permette, a volte abbastanza serenamente, altre volte con una fatica assurda, di continuare a starci lì con te, a conviverci, giorno per giorno. 
piange. e mi scrive che piange e che non ce la fa più. mi sento una stronza, ma quel chiudersi in casa e annullarsi io lo capisco. e anche lo scappare, ma non lo scappare verso di lui, ma non lo capisci che per salvarti devi andare nella direzione opposta?
e non parla, e non parlano. e ognuno in camera sua, in silenzio, e a tavola se parli ti fulmina, perchè -è fuori luogo-, dice. e le foto. e la patente della macchina, -io non voglio fare la sua fine, che non guida fuori di qui, che non guida di notte-, mi avevi detto. dov'è lei? quella coraggiosa, che ci credeva?
cazzo, è ancora lì quel punto fermo se lo vuoi, è sempre lì, per forza di cose. ma ti prego, reagisci, ti prego.

postato da: adelantegiu alle ore 03:43 | link | commenti (1)
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giovedì, 02 febbraio 2006

pensavo mi bastasse chiudere gli occhi invece niente. sono agitata, ma proprio fisicamente isterica, ho le guance ancora rosse e le mani ancora bianche che tremano di freddo o non lo so, gli occhi lucidi, la febbre. sì sì, ho la febbre
continuo ad ascoltarla. 
la maru non c'è e al telefono non è la stessa cosa perchè non posso abbracciarla e guardarla con sti occhi che sono sicura che dicano qualcosa come -oddio madonna maru aiutami- e poi giù a ridere.
oh, io mi auguro un gran febbraio, un febbraio della madonna proprio.

Francesco De Gregori - Cardiologia

e grazie...

postato da: adelantegiu alle ore 04:42 | link | commenti (2)
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