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domenica, 25 dicembre 2005

"and so this is christmas..."

premesso che ho qualche problema d'ateismo che non mi fa godere del senso puramente religioso di questa festa provo comunque verso di lei un rapporto molto profondo di odio-amore. mi piacerebbe che tutta la popolazione del mondo venisse svegliata domani mattina dalle note della dolcissima canzone di john lennon, "happy xmas (war is over)". dopo di che vorrei che fosse direttamente il 26. in realtà è che non riesco a trovarci il senso in un natale senza nonne

postato da: adelantegiu alle ore 03:27 | link | commenti
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venerdì, 23 dicembre 2005

ci sono delle volte in cui mi chiedo perchè continuo a uscirci, perchè le cerco, perchè le chiamo ancora "le mie amiche". poi ci sono certe serate, certe occasioni, che sembrano rispondere alle mie domande. certe serate che finiscono alle tre e mezza di notte in una pizzeria a ridere e a parlare di interrogazioni a sorpresa o studiate last minute di gruppo. sembriamo dimenticarci di tutte le incomprensioni e le incompatibilità, sembriamo stare così bene insieme che ti viene voglia di rifarlo, sembra tutto così facile, così naturale, cinque ragazze intorno ad un tavolo di una piccola pizzeria ormai familiare a ridere e a fare casino mettendo per un attimo da parte che quella e quella non si sopportano, che quella e quell'altra hanno diverse cose in sospeso, o in passato si sono fatte del male. le tensioni sembrano sciogliersi, l'ambiente pare rilassato. ci sembra di conoscerci così bene, e lo manifestiamo senza esitare, senza quel dovere di mantenere una certa freddezza (orgoglio, coerenza, o semplicemente difesa?). facciamo le solite battute, quelle che capiamo solo fra di noi e che fanno così ridere. e finisco per chiedermi anche cosa succederebbe se il liceo ci tenesse ancora unite ogni mattina. e poi ovviamente mi interrogo sull'amicizia, mi chiedo come sarebbe andata se fosse andata diversamente, mi confesso chi di loro vorrei ancora accanto.

e poi dopo che in macchina abbiamo ascoltato una "father and son" da pelle d'oca le accompagno a casa e continuo a guidare per un'ora per la città deserta, perchè non voglio che questa serata finisca e perchè le mie canzoni stasera sono lezioni che non posso saltare, hanno davvero tanto da dirmi

postato da: adelantegiu alle ore 03:43 | link | commenti
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mercoledì, 21 dicembre 2005

mi piace che sperare e aspettare in spagnolo si dicano nello stesso modo, esperar

postato da: adelantegiu alle ore 20:10 | link | commenti
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tornare a casa dopo qualche mese fuori è davvero molto emozionante e appagante. probabilmente perchè finisci per apprezzare tutto quello che fino a qualche mese prima era abitudine. e spesso e volentieri quando qualcosa diventa abituale perde di valore, perde di intensità. e invece ora le cose che faccio sono tutte ricche, dopo sette mesi senza viverci la propria casa è come un luna park per un bambino. dormire nel proprio letto diventa un'esperienza importante. mangiare gli spaghetti al pomodoro della mia mamma è un'emozione indescrivibile. guidare la propria auto, girare a piedi per le strade di questa piccola città.

e poi non mi aspettavo tanto dalla mia stanza, semplicemente guardarsi intorno, muoversi in questo spazio, camminare scalza sul legno, estrarre e sfogliare qualche vecchio libro, accendere il mio stereo e ascoltare "imagine" con la porta chiusa e musica e voce che riempiono tutto l'ambiente come se non ci fosse posto per nient'altro, passare la mano sulla scrivania, abbracciare un caro vecchio pupazzetto, rileggere le frasi appese alla parete e riguardare le foto, riprendere confidenza con qualcosa di tuo e passarselo tra le mani come se lo si stesse accarezzando, forse per dirgli che sono ancora qua, ancora io, e per farmi raccontare qualcosa che abbiamo vissuto insieme prima. insomma, sarebbe meglio ogni tanto formattare e che tutto ciò che è abituale si annullasse e si ricaricasse del valore della prima volta o di quello della prima volta dopo tanto tempo

postato da: adelantegiu alle ore 19:48 | link | commenti
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lunedì, 19 dicembre 2005

dopo aver saggiamente detto appena qualche ora fa che ho bisogno delle mie orette di sonno, adesso mi faccio la doccia e vado al corso di spagnolo in dritto. sì, esattamente, senza avere chiuso occhio. e chi mi conosce lo sa, che adesso è un casino.
e così dopo che mi sarò addormentata in classe il mio scettro di più brava della classe andrà a puttane. e le 1200 cose che dovrò fare domani saranno rovinate da un sonno inaffrontabile, io stessa sarò inaffrontabile. e probabilmente domani sera piangerò per qualche strana ragione, può essere che sia per rabbia, tristezza, emozione, preoccupazione, commozione... insomma un disastro. e per cosa? ah niente, ho scritto un pò qua e là, poi messo su un dvd perchè mi incuriosiva come fosse la moglie di un tale... e alla fine il dvd non sono riuscita più a interromperlo...

postato da: adelantegiu alle ore 07:56 | link | commenti
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allora, stasera chiacchierando mi è venuta in mente questa. quando ero piccola passavo tanto tempo con una signora che si chiamava Mafalda, che era una gran chiacchierona e mi raccontava sempre delle storie. e una volta mi disse che al mondo c'erano sette copie identiche di ogni persona. a me sconvolse questa cosa e ci meditai sopra a lungo. e ancora oggi, quando vedo due persone che si assomigliano tantissimo mi chiedo se siano due delle sette copie. chissà perchè poi non ricordo una cosa, che sia una, del giorno della mia comunione, non so nemmeno se poi ci sia stata una festa. però quella delle sette copie non si schioda di lì, e credo che fossi parecchio cinnina. mah...

 

comunque questi primi tre mesi di erasmus stanno per concludersi. ogni sera c'è qualcuno da salutare, una scusa per una cena e per un paio di bottiglie di vino tinto. e si tirano un pò di somme, si fanno due conti. si confrontano le aspettative di settembre con quello che di fatto è accaduto. e cosa ho scoperto, vediamo

innanzitutto ho scoperto che dovunque vai non ti puoi lasciare a casa. insomma, indubbiamente per certi versi è un pò un ricominciare da capo. però devi comunque vedertela con te stessa, i tuoi problemi, paranoie, dubbi, crisi, alti, bassi, perplessità, paure, domande, insomma, con tutta la tua confusione. beh, me lo avevano già detto che da te non ci scappi ma ci dovevo sbattere il naso

ho scoperto che sicuramente conosci gente. ma dal conoscere gente a farsi degli amici ne passa di strada

ho scoperto che mi manca guidare e mangiare la pizza. ma che in realtà chi è lontano non è poi così lontano

ho scoperto che in grecia non doppiano i film

ho scoperto che essere coinquilini non significa essere amici nè compagni di viaggio. però, che se si è coinquilini e amici è molto ma molto più bello

ho scoperto che ho sempre e comunque bisogno delle mie ore di sonno, se no è una tragedia

ho scoperto che me la cavo. che sono in grado di farlo. e forse questo dovrei metterlo in grossetto perchè effettivamente conta

ho scoperto, o meglio dire imparato, a dialogare con la lavatrice

ho scoperto che non sono mai contenta

ho imparato tanto sugli scarafaggi

ho imparato un pò di spagnolo

ho imparato che è odioso quando qualcuno non rispetta il culo che ti sei appena fatta a pulire a fondo la cucina e ti piazza piatto sporco e forchetta nel lavandino

ho scoperto che quando ci si incazza seriamente, lo si fa nella propria lingua madre

postato da: adelantegiu alle ore 04:59 | link | commenti
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sabato, 17 dicembre 2005

beh io credo che questo periodo prenatalizio sia alquanto stancante, è stancante il pensiero di un regalo cada persona importante, è stancante camminare, cercare, prendere autobus pieni e metropolitane piene ed entrare in negozi pieni con commesse stanche, è stancante mettersi e togliersi il giubbotto e i guanti e la sciarpa, è stancante avere freddo per la strada e subito dopo avere caldo nei negozi pieni con commesse stanche, è stancante incontrare pantaloni che ne avresti proprio bisogno e fare la fila fuori dai camerini e poi provarli e poi decidere se comprarli o meno, perchè a dire la verità oggi eri uscita per cercare dei regali, ehnno, non funziona la storia del meritarsi un regalo...

ehssì, questo periodo prenatalizio è stancante. è stancante aprire un maglione piegato con una mano sola perchè l'altra è occupata a reggere due sporte, è stancante provare a ripiegarlo, il maglione, infatti la maggior parte delle volte si dà giusto un'occhiata che non ci sia una commessa stanca che sta guardando male...

insomma questo periodo prenatalizio è stancante. è stancante togliersi un guanto, cercare nella borsa il pacchetto dei fazzolettini, aprirlo, prenderne uno, soffiarsi il naso, e intanto che ci sei passarsi un attimo il burrocacao per dare un pò di tregua alla battaglia del freddo con le labbra, poi rimettere fazzolettino e burrocacao nella borsa, chiuderla, rimettersi il guanto. insomma, d'estate non serve nè il guanto, nè il fazzolettino, nè il burrocacao.

però è bello, questo stancante periodo prenatalizio.

postato da: adelantegiu alle ore 02:00 | link | commenti
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